#M(arte)dì con Michele Parisi

Come ho scritto nel primo articolo del #martedì per il nostro blog, era già da un po’ che raccontavo degli artisti trentini sulla nostra pagina Instagram. E, come promesso, eccomi qui oggi per parlare di un artista che avevo già presentato attraverso le Instagram stories: Michele Parisi, artista nato a Riva del Garda e attivo sul territorio trentino.

Tutto parte dalla scrittura

Per comprendere l’arte di Michele Parisi ti è innanzitutto necessario sapere che l’artista non ha uno stretto rapporto solamente con l’arte figurativa, ma anche con un altro importantissimo campo culturale: quello della letteratura. Infatti, ogni lavoro dell’artista nasce da un processo di scrittura, la sua o dalla fascinazione per ciò che legge o vede. Michele infatti mi dice che:

L’idea del mio lavoro sta nel dipingere la lentezza, l’atemporalità, la sedimentazione di più fonti provenienti dall’arte,
dalla letteratura, dal vissuto.

Per capire meglio qual è l’importanza che la scrittura assume per Michele, è necessario vedere alcuni dei suoi lavori…

Best of: le migliori opere di Michele

Ecco quindi che brevissimamente ti mostro qualcosina! Come ormai sai questa è la mia parte preferita, quella in cui ti spiego quelle tre opere a cui gli artisti intervistati sono più affezionati, quelle che vogliono far conoscere al pubblico.

Opera Palmira a cura di Michele Parisi
© Michele Parisi

Palmira

Realizzata nel 2016, Palmira narra la distruzione dei siti archeologici in Siria da parte dell’Isis. Quello che vedi sono immagini che provengono dai media, immagini che rappresentano il momento prima della cancellazione. Ti potresti chiedere per quale motivo l’artista ha scelto di rappresentare proprio questo soggetto. Ebbene, egli si è sentito in dovere di dedicarsi a questa vicenda… prima che cadesse nell’oblio, come spesso accade con molte altre vicende.


Ciclo mani Giuditta a cura di Michele Parisi
© Michele Parisi

Giuditta

Ciclo di dipinti, realizzati nel 2017, che rappresentano mani di donna. Queste sono una sovrapposizione di mani “contemporanee” con quelle dell’eroina biblica Giuditta.
Per la realizzazione di quest’opera, l’artista riprende
un testo antico a cui si era interessato.
Il tema, quello di Giuditta, è ricorrente nella storia dell’arte. Qui, l’artista ha deciso di focalizzare l’attenzione sull’aspetto della seduzione piuttosto che sulla scena della decollazione di Oloferne, soggetto di diversi maestri dell’arte, come Caravaggio, Botticelli, Artemisia Gentileschi…


© Michele Parisi

E cercare niente era quello che volevo

Opera realizzata nel 2018.
Il titolo di E cercare niente era quello che volevo è stato estrapolato dall’artista da un passaggio del viaggio di Goethe in Italia. Si tratta infatti di un ciclo di lavori dedicato al Grand Tour e ripercorre alcuni aspetti narrati del poeta tedesco. L’idea principale che accompagna l’artista è quella del viaggio, della ricerca poetica.

Cos’è per te l’arte?

Eccoci qui alla fine di questo articolo, alla domanda che mi piace sempre porre ai miei intervistati: cos’è per te l’arte? Ovviamente l’ho chiesto anche a Michele e lui mi ha risposto con due sue citazioni che ho deciso di accorpare perché penso abbiano una forza incredibile quando messe una affianco all’altra:

La pittura è un malessere che restituisce bellezza.
La pittura prolunga gli istanti.

Tutti noi in questo momento stiamo affrontando un periodo davvero particolare. Mai nessuno avrebbe pensato che ci saremmo dovuti scontrare con un avversario invisibile, ma altamente pericoloso. Molti sono stati messi alla prova fisicamente, altri mentalmente e, altri ancora, in entrambi i modi. In questi momenti abbiamo bisogno di un amico fidato in grado di aiutarci a trovare la forza. Penso che la citazione di Michele possa aiutarci a capire che anche l’arte può essere un alleato importante in questi momenti in quanto capace di restituirci bellezza, magari anche dalle situazioni più complicate.
Personalmente sono rimasta molto colpita dal rapporto che Michele riesce ad istaurare tra scrittura e pittura. Penso che questo approccio sia incredibile in quanto è in grado di raccontare molteplici storie, congelandole in un’unica rappresentazione. Sinceramente mi è difficile dire quale sia la mia opera preferita tra quelle presentate oggi, ma se dovessi scegliere probabilmente risponderei Palmira. Lo sceglierei un po’ perché sono rimasta colpita dalla sensibilità dimostrata dall’artista nella scelta del soggetto e un po’ perché penso racchiuda il significato profondo dell’arte: non lasciare che la memoria cada nell’oblio. In questo mondo che va così veloce, molto spesso capita che le vicende vengano dimenticate ed è bello sapere che esistono artisti con la sensibilità di Michele, che ci tengono a fare in modo che la storia non venga dimenticata.


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Buon m(arte)dì, ci vediamo la prossima settimana ✨

Vuoi conoscere meglio l’artista?
Facebook Michele Parisi
Instagram @michele__parisi

Immagini courtesy Michele Parisi

#sharalamore #sharalacultura
– MC

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