#M(arte)dì con Laura Cemin

È quasi incredibile la velocità con cui stanno passando queste settimane. Mi sembra ieri che vi parlavo di Luciano Civettini, il primo artista presentato per questa rubrica del #M(arte)dì! Eppure, eccoci qui, a più di un mese di distanza.

Dopo essere passati per pittura, scultura e fotografia, oggi aggiungiamo un altro mattone al nostro “muro artistico” e parliamo di un altro ambito: quello delle arti performative. Ve ne parlo presentandovi Laura Cemin, un’artista originaria del Trentino che vive e lavora ad Helsinki in Finlandia! 🇫🇮

La ricerca di Laura tra corpo e linguaggio

Laura si definisce una performer: ogni suo lavoro infatti si basa su un’azione, un movimento, più che sul “prodotto finale”, come invece può avvenire in ambito scultoreo o pittorico. Solitamente questa azione prende forma quando l’artista si trova direttamente a contatto con il pubblico, trasmettendo emozioni, ma può essere anche tradotta in immagine fotografiche, video o suono. 

La sua formazione artistica è iniziata con una delle forme d’arte performative per eccellenza: la danza. La danza classica, quella contemporanea e, infine, il teatro danza. Si avvicina poi alla fotografia, un’arte che, come abbiamo visto con Roberta Segata, permette di congelare e immortalare il momento. Attraverso la fotografia, le emozioni e le esperienze, di loro natura intangibili, possono diventare, in un certo senso, toccabili, evidenti e reali.

I lavori di Laura, in particolare, si dedicano alla ricerca di somiglianze e differenze tra i movimenti del corpo e il linguaggio:

La mia pratica artistica si concentra sulla comprensione del movimento in relazione al linguaggio parlato, sulla ricerca del lato poetico nelle azioni quotidiane, sulla ripetizione, l’umorismo e l’assurdità.

LAURA CEMIN

Non so voi, ma il mio punto preferito di questa citazione è quel “ricerca del lato poetico nelle azioni quotidiane”: molto spesso siamo così presi dalla frenesia o, al contrario, dalla noia delle nostre giornate che ci dimentichiamo quanto possa essere bello, emozionante ed unico tutto ciò che facciamo. I movimenti e le azioni che mettiamo in atto, anche quelli più piccoli e, apparentemente, insignificanti… è tutto così affascinante se visto attraverso gli occhi di Laura.
Per capirlo meglio, però, è necessario guardare alcuni dei lavori di quest’artista.

Best of: una selezione delle performance di Laura

Nelle arti performative le opere degli artisti si basano sull’idea della presenza di un corpo in relazione a tempo e spazio: il tutto consiste nell’esecuzione di una serie di azioni dell’artista che, nella maggior parte dei casi, prendono vita davanti ad un pubblico. Ciononostante queste azioni possono materializzarsi in opere concrete, come fotografie, video o addirittura suoni. Solitamente, nel caso delle arti performative, si preferisce parlare di “performance” piuttosto che di “opere”, ma bisogna comunque ricordare che, seppur effimere, le performance stesse sono delle vere e proprie opere d’arte.
Solitamente chiedo agli artisti quali sono le opere di cui vanno più fieri, quelle a cui tengono particolarmente, quelle che vogliono far conoscere… Ho posto la stessa domanda a Laura, chiedendole però quali fossero le performance a cui è più affezionata. Ecco qui le sue risposte!

Ps. Anche in questo caso, come nell’articolo di Roberta Segata, non ho potuto inserire tutte le foto. Vi lascio quindi il link diretto ai progetti! Basta schiacciare sul titolo del progetto che vi interessa.

© Laura Cemin, 2017 – 2020

In between. The Warmth.

In between. The Warmth. è una serie fotografica che nasce da un atto performativo. Laura ha chiesto ad alcune persone a lei vicine (familiari, amici, conoscenti) di abbracciarla per i 10 secondi, standard dell’autoscatto della macchina fotografica. Ciò che ne risulta non è solamente un’immagine, ma una scultura, la materializzazione di una sensazione corporea.

An exchange of flow that slowly, as it happens to every material arrived at its melting point, softens the solidity of the structure. A tangible sensation, different at every touch, material by material,
body by body.
We share a space, a warmth. Despite everything, we are no longer who we were.

LAURA CEMIN


© Laura Cemin, 2018

In the dark.

In the dark è una performance che si interroga sulla percezione di tempo e spazio nella vita quotidiana.
È stata presentata per la prima volta al Bildmuseet, museo di arte contemporanea di Umeå (Svezia).


Video completo di 4 minute warm up dall’account
Vimeo di © Laura Cemin, 8 settembre 2020

4 minute warm up.

4 minute warm up è un video performance/tutorial in cui la protagonista, sola in uno spazioso appartamento, esegue una routine da lei creata per affrontare finte intimità e solitudine. Per ricreare la sensazione del calore umano usa prodotti che, solitamente, vengono usati per generare calore.


Cos’è per te l’arte?

E anche per questo martedì siamo arrivati alla fine. Laura ed io ci siamo lasciate con una domanda: cos’è per te l’arte, ma, soprattutto, cosa cerchi di raggiungere con la tua ricerca artistica?

in questa epoca altamente digitalizzata, credo sia necessario ritornare a ascoltare il nostro corpo, dare a questo fiducia, scavalcando la mente che spesso genera paura. Siamo circondati da voci violente, rumorose, e la mia arte si discosta da questo. È una ricerca sottile, critica ma giocosa,
di calore e vicinanza.

Queste parole di Laura mi hanno ricordato una bellissima frase detta da una mia professoressa dell’università (che, fatalità vuole, si chiama Laura): “noi facciamo esperienza del mondo attraverso il corpo”. Pensandoci bene, il corpo è il mezzo che noi utilizziamo per rapportarci con il mondo attorno a noi. Il corpo è unico, è nostro, siamo noi e, di conseguenza, anche la relazione che creiamo con esso è unica, è nostra, siamo noi (spoiler: presto su Afroditelo uscirà un articolo proprio su questo tema grazie alla collaborazione con un’artista che si occupa di body positivity).

Come fa notare Laura, spesso diventa quasi difficile ascoltare il proprio corpo e dare fiducia al proprio corpo che, magari, si trova in balia di una mente troppo forte e a tratti prepotente. Trovare un equilibrio risulta una sfida. Ecco perché diventa importante imparare ad ascoltarsi.

Devo ammettere che, trovare la mia performance preferita in questo caso, è davvero difficile. Però, non me ne vergogno, ho pianto quando ho visto 4 minute warm up. Ho pianto perché credo che, in questo periodo più che mai, un po’ tutti potremmo sentirci come la protagonista che prova diversi metodi nella speranza di trovare qualcosa che le ricordi la sensazione che si prova quando si ha qualcuno vicino, la sensazione che solo il calore umano può dare. Personalmente io sono una grande fan delle borse dell’acqua calda, dei plaid morbidi e delle stufe elettriche (e non nascondo il fatto che pure io vorrei un massaggiatore elettrico per le spalle come la protagonista), ma sono anche una grande fan degli abbracci… abbracci che, a causa della pandemia, non ricevo da un po’. È da qualche tempo che ci penso e lo devo proprio dire: gli abbracci, amici miei, mi mancano da morire.
A voi non mancano gli abbracci? Gli abbracci che dai quando sei felice, gli abbracci che dai a una persona che non rivedi da un po’ di tempo, gli abbracci che dai dopo aver fatto una battuta e vuoi farti perdonare… quali abbracci vi mancano?


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Nel frattempo ti auguro un buon m(arte)dì. Ci vediamo la prossima settimana ✨

Vuoi conoscere meglio l’artista?
Sito Internet www.lauracemin.com
Facebook Laura Cemin
Instagram @lalicemin

Immagini courtesy Laura Cemin

#sharalamore #sharalacultura
– MC.

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