#SHARALAMORE: i baci più belli nel cinema

Cari amici vi scrivo
così mi distraggo un po’…
E siccome l’argomento è speciale,
con più amore vi scriverò.

È ufficialmente il 31 dicembre, quindi un rimando a l’anno che verrà dell’indimenticabile Lucio Dalla è d’obbligo. Voi che fate di solito in questa folle giornata? Io:
1) cerco scuse alternative per evitare di dover festeggiare in mezzo alla gente accalcata e alla musica assordante;
2) Fantastico sull’anno che mi aspetta;
3) Faccio un riepilogo dei pro e dei contro dell’anno appena vissuto;

Quest’anno – oltre a provare una sorta di nostalgia per quanto menzionato nel punto uno – il punto 2 e il punto 3 hanno assunto una dimensione e un’importanza diversa: se il fantasticare sul 2021 che ci attende mi trasmette, al contempo, paura e speranza, il recap di gioie e dolori del 2020 (nonostante i momenti di felicità) punta inesorabilmente l’ago della bilancia verso una dimensione tragica. Ma io non voglio avvilirmi. Non voglio sentirmi schiacciata da tutto quello che abbiamo perso o che ci è stato torto.
Voglio continuare a sperare in momenti in cui un mancato abbraccio sarà una scelta, non un obbligo; in cui i “ti voglio bene” non saranno nascosti da una mascherina e non mi appanneranno gli occhiali; in cui le mani non si sfioreranno solo mentre si passano il flacone dell’Amuchina.

Sento un bisogno smodato di amore, e trovo rifugio nelle piccole cose, in attimi fugaci che mi fanno sentire umana: per esempio, in tutti gli abbracci, i baci e l’amore percepibili attraverso le arti. Non è molto, ma mi tiene il cuore in caldo per giorni migliori.

E quindi eccoci qui: dopo gli articoli delle mie amiche @rebesandri e @bazzanellamc rispettivamente a tema letteratura e arte, oggi concludo questa nostra minisaga di baci e abbracci culturali accennando al panorama cinematografico.

Oltre alle numerose e preziose proposte che mi avete fatto avere tramite il nostro profilo Instagram, alla fine dell’articolo troverete una video per me molto speciale, che oltre a integrare quello che state per leggere, è anche il motore di questa nostra iniziativa di fine anno.

Ecco a voi la top three dei baci/abbracci cinematografici di Afroditelo:

Il bacio cinematografico di -M.

Di baci e abbracci spettacolari nei film ne ho visti a bizzeffe: la musica si alza, l’inquadratura si fa più stretta, la suspense è alle stelle… che meraviglia, che magia! Ce n’è però uno che scala tutte le classifiche e mi sconvolge, coinvolge ed emoziona ogni volta come la prima.

Il primo impetuoso bacio tra Frankie (Michelle Pfeiffer) e Johnny (Al Pacino) – protagonisti di uno dei miei film preferiti di sempre: Paura d’Amare (1991) – è un urlo carico di umanità e vulnerabilità sommerso da una potente ondata musicale, calato in un’avvolgente scenografia floreale. Un lungo bacio che racconta le mille fasi e sfaccettature dell’amore, dai primi timidi tentativi di avvicinamento alla burrasca di emozioni che conducono al donarsi l’un l’altro.

A rendere il tutto ancora più speciale e significativo è la semplicità della trama. Lontano dalle epopee dei più tradizionali amori impossibili hollywoodiani, Paura d’Amare racconta, con grande delicatezza e cura, la genuina quotidianità della cameriera Frankie e del cuoco Johnny, anime incerte e segnate dalle difficoltà, che si incontrano, si scontrano, si respingono e si abbracciano, in una continua partita ad acchiapparella scandita dagli avvenimenti che scuotono la routine.

Vi lascio il trailer (in inglese, perché in italiano non ne ho trovato uno decente) nella speranza di invogliarvi a guardare Paura d’Amare.
Ps. Per il famoso bacio dovete vedere il film per intero!

© Paramount Pictures

Il bacio cinematografico di -MC.

Quello che ho scelto io, in realtà, non è né un bacio né un abbraccio, ma un semplice gesto: delle mani che si stringono attorno ad un’altra mano. Le due persone catturate in questo scambio non sono né due amanti né due amici, ma due fratelli. I fratelli Van Gogh, per la precisione: Vincent e Theo.

Il film a cui sto facendo riferimento è Loving Vincent (2017) (trovate la scena a 1:19) con la regia di Dorota Kobiela e Hugh Welchman, il primo film d’animazione completamente dipinto. Senza dilungarmi troppo sulla genialità del film che meriterebbe un post ad hoc (chissà, magari arriverà), dico solamente che mi è piaciuto moltissimo, tanto da diventare il mio film preferito in assoluto. Uno dei motivi per cui mi è piaciuto così tanto sta sicuramente nella forte emotività che riesce a trasmettere. Emotività che, a parer mio, viene resa molto bene attraverso un’incredibile poetica dei gesti che non deve neanche essere stata poi così facile da rappresentare, considerando che il film è stato realizzato completamente tramite dei dipinti.

Uno dei gesti che mi è rimasto più impresso è proprio questo: le mani di Theo che stringono quelle di suo fratello Vincent che, lentamente, lo sta lasciando. Una stretta strana, difficile da analizzare. Una stretta che sembra dire tutto, dal “resta con me”, al “portami con te” al “va’… È giusto così”. È un gesto che, però, riassume bene il rapporto che c’era tra i due fratelli: pieno di amore, di rispetto e di qualche complicazione.

Theo era uno dei pochi, forse l’unico, ad aver compreso il genio di suo fratello e nutriva per lui un profondo sentimento, tanto da morire poco dopo di lui. Ed è grazie a Jo, la moglie di Theo, nonché una dei più grandi testimoni del rapporto tra i due fratelli, se noi oggi possiamo apprezzare e amare Van Gogh.

Parlando con il cuore in mano, auguro a tutti noi di trovare il nostro Theo. Non per forza un fratello, ma piuttosto una spalla, un sostegno, qualcuno che farebbe di tutto per far stare bene la persona a cui tiene.

Il bacio cinematografico di -R.

Per i baci e abbracci di oggi ho scelto un grande classico: Vacanza Romane. Il trailer in bianco e nero può inizialmente spaventare… ma non preoccupatevi, basteranno pochi minuti e i colori saranno l’ultima cosa a cui penserete.

La trama di questo film è molto semplice: Anna (Audrey Hepburn), una principessa in visita a Roma presa dai troppi impegni, una sera scappa e si addormenta su una panchina. Verrà trovata da Joe (Gregory Peck), che la porterà a casa sua per aiutarla. Al suo risveglio, Anna decide di non confessare chi è realmente.

Cosa accadrà dopo questa scelta? Dovrete scoprirlo guardando il film!

Torniamo però a noi, ai baci, alle carezze e agli abbracci di questi giorni. In vacanze romane non ci sono grandi scene di passione irrefrenabile. Siamo negli anni ’50, tutto è molto frenato dal pericolo della sconvenienza.

Ed è un po’ uno dei motivi per cui adoro questo film. L’amore e l’affetto si creano lentamente dai piccoli gesti. Dalle braccia di Anna cinte attorno alla vita di Joe sull’ (iconico) motorino, al visitare una città insieme, al ballare un lento durante una serata calda. Tutto il film è costellato di piccoli gesti che creano una relazione, sia di amicizia che d’amore.

Dopo due giorni passati a riportarvi solo i miei baci preferiti in cultura, oggi vi porto: carezze, abbracci, balli, sguardi. Gesti apparentemente piccoli che però confermano ulteriormente la convinzione che la qualità batta nettamente la quantità.

Che questo film sia un ulteriore reminder per il nuovo anno:

Ricordiamoci che le relazioni si costruiscono con piccoli passi, piccole attenzioni e tanto tanto affetto.

Vacanze Romane (dir. William Wyler, 1953) © Paramount Pictures

Come sempre, la vostra attiva ed entusiasta partecipazione ci ha emozionate💗
Personalmente, sono rimasta davvero stupita dalle scene che avete tirato fuori dai vostri cilindri. Chapeau, ragazzi, che selezione stupenda! Eccovi, dunque, una carrellata dei vostri baci e abbracci preferiti, scene emblematiche e emozionanti di capolavori del cinema da vedere assolutamente.

Inizio “col botto”:

La sequenza finale del nostro orgoglio italiano, il Premio Oscar al Miglior Film Straniero 1989 Nuovo Cinema Paradiso (dir. Giuseppe Tornatore, 1988) è stata la risposta più gettonata del nostro sondaggio. Come biasimarvi? Per me, una delle scene più appaganti e commoventi della storia del cinema. L’indimenticabile colonna sonora del Maestro Ennio Morricone accompagna una carrellata di baci ( e che baci!) in bianco e nero precedentemente censurati, sotto gli occhi lucidi e attenti del protagonista Totò (Jacques Perrin)

Nuovo Cinema Paradiso (dir. Giuseppe Tornatore, 1988)

Sempre a proposito di grandi capolavori del made in Italy, passiamo ad un altro spettacolare Premio Oscar al Miglior Film Straniero: La Vita è Bella (dir. Roberto Benigni, 1997). Con strabiliante leggerezza e geniale comicità, questa commedia dai risvolti amari ci regala uno sguardo diverso sulla tragicità dell’olocausto e una storia d’amore indelebilmente segnata dalle parole: “Buongiorno Principessa!”
Ecco a voi il primo bacio dell’amore senza tempo tra Guido e Dora:

La vita è bella (dir. Roberto Benigni, 1997)

Anche i film d’animazione ci hanno regalato numerose scene sentimentali indimenticabili. @bazzanellamc ci ha parlato poco fa dell’amore che la lega a Loving Vincent, e anche voi membri della community avete espresso le vostre preferenze a riguardo. Tra i tanti cartoni animati disponibili, la vostra scelta è ricaduta su due lungometraggi particolari e molto diversi tra loro: Anastasia (1997) e Coco (2017). Se il bacio (cliccate qui per vederne un frame) in cui culmina l’immaginaria storia d’amore tra Dimitri e Anastasia Romanov ha modellato e alimentato il nostro ideale del grande amore quando eravamo bambine (e aspiranti principesse), le scene (cliccate qui per vederne un frame) del tenero, stretto rapporto tra il vivace Miguel e la sua bisnonna Coco ci riporta ai commoventi momenti d’amore che ci legano ai nostri nonni.


Passiamo ora a due dei film sentimentali più quotati degli ultimi anni: Le Pagine della Nostra Vita (dir. Nick Cassavetes, 2004) adattamento cinematografico dell’omonimo best seller di Nicholas Sparks) – e One Day (dir. Lone Scherfig, 2011). Due storie d’amore molto diverse, accumunate dalle immancabili lacrime di tristezza e commozione versate dagli spettatori. Il diario della movimentata storia d’amore letto da Duke (Ryan Gosling) alla moglie Allie (Rachel McAdams) – ormai quasi interamente snaturata dall’alzheimer – è ricco di baci memorabili (cliccate qui per vedere il più famoso) e romantici colpi di scena. Anche la lunga, anticonvenzionale relazione di Emma Morley (Anne Hathaway) e Dexter Mayhew (Jim Sturgess) non è da meno su questo fronte: cliccate qui per vedere un’immagine del mio preferito.


Rimaniamo sul cinema “straniero” e cambiamo provenienza (e stile). Avete menzionato due mostri sacri, ma devo confessarvi (me ne vergogno molto) che mi cogliete abbastanza impreparata. Pur non avendo visto per intero il film (lo so, imperdonabile, ve l’ho detto che mi vergogno!), il bacio (cliccate qui per rivivere qualche minuto di questo grande classico) che corona l’amore impossibile narrato in Hiroshima Mon Amour (dir. Alain Resnais, 1961) – tra i titoli più importanti del dopoguerra – è divenuto il simbolo del cinema della nouvelle vague. Allo stesso modo, il bacio “a tre” (fuorviante? forse… ma non voglio fare spoiler) del fantasioso, magico trionfo Ferro 3 – La casa vuota (dir. Kim Ki- Duk, 2004) è diventato l’emblema dell’amore raccontato dal cinema orientale contemporaneo.


Ultimi baci/abbracci consigliati da voi. Ci siamo quasi, tenete duro!
Li ho tenuti per ultimi perché li trovo veramente EPICI. Si tratta di scene indissolubilmente legate alla colonna sonora che li accompagna, perché quando ripensate a questi baci non riuscite a non cantare.
Suggerimento sul primo?

And IIIIIIIIIIIIIIIIIIII will alwaaaaaaays looooveeeeee youuuuuuuuuuuu🎶

Proprio così: mi riferisco allo sdolcinato The Bodyguard (dir. Mick Jackson, 1992), pastiche di generi cinematografici che continua ad emozionare nonostante l’improbabilità della trama, complici due protagonisti d’eccezione: Kevin Costner e Whitney Houston .

L’ultimissima proposta riguardava uno dei musical più belli mai concepiti: Moulin Rouge! (dir. Baz Luhrmann, 2001) spettacolare e grottesco trasposizione in versione juke-box musical delle vicende descritte nel romanzo La Signora Delle Camelie (1848, A. Dumas figlio) – e poi adattate ne La Traviata di Giuseppe Verdi–. Quest’ultimo film meriterebbe un articolo a sé stante… portate pazienza, arriverà prima o poi!

Vi lascio qui sotto👇🏻 la memorabile sequenza finale di The Bodyguard, in cui domina la scena l’iconica Whitney Houston. Per quanto riguarda l’abbraccio di Christian (Ewan McGregor) e Satine (Nicole Kidman) dovrete arrivare al video alla fine dell’articolo 😉


Eccoci qui.
Siete aggiunti alla fine di questo luuuuuungo articolo e avete sbloccato il premio per la missione compiuta!
Scherzi a parte, il video che vi lascio qui sotto – editato dalla mia cara amica Valeria – è un dolce, poetico tributo a tema cinematografico a tutti gli abbracci e i baci di cui questo 2020 ci ha privati. Come vi anticipavo nell’introduzione, l’idea di Valeria è stata la nostra fonte d’ispirazione per gli articoli di questa settimana, spingendoci a mettere da parte il risentimento verso l’anno passato per rifugiarci nella bellezza speranzosa dell’arte. Spero che vi piaccia, vi strappi un sorriso e, soprattutto, colmi un po’ questo vuoto che – a quanto pare – ci accomuna tutti.


Auguro a tutti voi un 2021 pieno di realizzazione, amore e vita vissuta a pieni polmoni🍾

Ps. Grazie per l’affetto e la passione che ci avete dimostrato anche quest’anno, ci avete riempito il cuore e lo avete reso molto meno tetro!

#sharalamore
M.

Vuoi vedere come #shariamolamore noi di Afroditelo? Dai un’occhiata a questi articoli 👇

#SHARALAMORE: i baci più belli nella letteratura

Per questo fine anno non vogliamo intristirvi anzi: il nostro obiettivo è ricordarvi quanto la cultura ci possa abbracciare forte con un pennello o una semplice poesia.
Con l’articolo di oggi abbiamo deciso di portarvi i baci letterari che ci hanno emozionate di più ma soprattutto abbiamo raccolto anche i baci e le storie d’amore che più hanno emozionato voi!

Siete curiosi di quali abbiamo scelto? Date un’occhiata al nostro nuovo articolo. 🖊🎈

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