Botticelli: il suo tempo e il NOSTRO tempo

Il MART di Rovereto è, in sé, un’opera d’arte.
Ogni volta che mi capita di varcare la soglia del museo firmato Mario Botta mi convinco sempre di più che pagherei il biglietto anche solo per vagare assorta tra i suoi corridoi bianchi e intravedere la cupola da una delle tante finestre che danno sulla piazza centrale. Chi lo ha visitato sa bene che il MART è un museo insolito, ipnotico e ammaliante. Soprattutto, al di là di tutto ciò che riguarda l’estetica: il MART è un museo che non sbaglia mai un colpo quando si tratta di selezionare e allestire le esposizioni.

Una replica di La Nascita di Venere (1485-1486)


Non si sono smentiti neanche questa volta: l’esposizione Botticelli: Il suo tempo e il nostro tempo (nata da un’idea del presidente del MART Vittorio Sgarbi e del direttore degli Uffizi Eike Schmidt) è un viaggio imperdibile e rivoluzionario nell’eredità artistica lasciata dal pittore rinascimentale Sandro Botticelli.

Prendendo le mosse dalle opere radicate nel “tempo del Botticelli “( da Pallade e il Centauro al Compianto sul Cristo morto), l’esposizione – curata magistralmente da Alessandro Cecchi e Denis Isaia- si dirama nella direzione del contemporaneo sottolineando l’incredibile influenza che l’arte del Maestro fiorentino ha avuto e continua avere nel “nostro tempo”. Anzi, azzarderei un “nel NOSTRO tempo”, perché il cuore di Afroditelo batte proprio grazie alla Nascita di Venere.

Se la prima parte della mostra è decisamente più tradizionale, vale a dire più vicina all’idea canonica di esposizione di un pittore del calibro di Botticelli, la seconda parte si contraddistingue per la sua verve innovativa e per la sua straordinaria capacità di aprirci gli occhi su un presente artistico-culturale che, per quanto in evoluzione, mantiene uno stretto, indissolubile legame con il passato.

È classico ciò che persiste come rumore di fondo anche là dove l’attualità più incompatibile fa da padrona.

ITALO CALVINO
The Birth of Venus, after Botticelli (triptych), Pictures of Junk, 2008 – Vik Muniz

La definizione di Italo Calvino sembra calzare a pennello l’influenza di Botticelli sulla cultura mondiale. A distanza di più di cinquecento anni dalla morte dell’artista (avvenuta nel 1510), infatti, l’esposizione che lo vede protagonista riconferma l’intramontabile anima della sua arte.

Botticelli: il suo tempo e il nostro tempo instaura un dialogo tra l’armonia compositiva dei quadri dell’artista e la sfaccettata rielaborazione che ne è stata fatta dalla pop art degli anni ’60 ai giorni nostri, evidenziando una miriade di originali reinterpretazioni – una vasta gamma che racchiude il mondo della moda, del cinema, della fotografia e, addirittura, quello degli influencers!

Morto solo, pieno di debiti e dimenticato dai suoi contemporanei, Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi – questo il vero nome di Botticelli – è riuscito in un’ impresa sensazionale : quella di raggiungere un’immortalità artistica capace di alimentare la creatività generazione dopo generazione, senza spegnersi mai.

Ringraziamo il MART per averci ricordato, ancora una volta, quanto immenso sia il valore del patrimonio artistico del nostro Paese.

Non lasciatevi scappare questa mostra!


Qui sotto trovate il video ufficiale di presentazione della mostra.
Per maggiori info visitate il sito del MART.

© MartRovereto

#sharalamore #sharalacultura
M.


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