Polenta di storie – Capitolo 8: Fede Galizia

L’arrivo dell’autunno porta novità 🍁 Vogliamo accompagnarvi in questo inizio di stagione con un nuovo racconto di Polenta di storie. Oggi la nostra protagonista è Fede Galizia, figlia del pittore trentino Nunzio Galizia!

FEDE GALIZIA

In un paese ingabbiato dalla dominazione spagnola e dall’involuzione portata dalla Riforma Romana, nasce Fede Galizia. Forse succede nel 1578 a Milano, forse un po’ prima o magari anche un po’ dopo. E se non succede a Milano, è a Trento, dove è originaria la sua famiglia. Che scelga il lettore quello che più gli piace.

Quello che importa e che si sa è che Fede è arrivata sino ai giorni nostri, e a ben pensarci, mio lettore, non sono poi tante le donne che ricordiamo protagoniste del passato, ma ecco lei è una di loro. Passa la sua infanzia a Milano, seguendo l’aspirazione del padre di diventare uno dei principali produttori artigianali di lusso della sua epoca. È così che Fede cresce nella bottega paterna tra ventagli di seta e piume, gioielli, abiti, scrigni e miniature pregiate. È piccolissima quando inizia anche lei a incidere e miniare, come fossero i suoi giocattoli.

Vive in uno scrigno creativo e ogni giorno conosce committenti e altri artigiani e artisti, un po’ più grandi di lei e tutti uomini, che col tempo riconoscono in lei un’artista e diventano la sua famiglia. Fede cresce e un giorno si imbatte nelle opere di Parmigianino e Caravaggio. Qui possiamo immaginarci una bocca spalancata e degli occhi in lacrime; Fede rimane folgorata da tutta quella bellezza barocca che riprende lo sfarzo e il lusso in cui era cresciuta, ma steso su di una tela, e capisce che anche lei diventerà una pittrice, anche se non conosce altre ragazze che dipingono, o forse proprio per questo.

Dipinge ritratti, scene religiose e nature morte, sulla scia della Canestra di Caravaggio, e saranno queste a farla conoscere. Fede non ha bisogno di nascondersi dietro un’identità fittizia di un uomo come molte artiste e scrittrici erano solite fare all’epoca, ma firma tutte le sue opere ed è in assoluto la prima donna a dipingere Giuditta con la testa mozzata di Oloferne. Si tratta di una femminista ante litteram. È il 1596 e nel dipinto dedica grande cura alle vesti e ai gioielli, tutto quello che ha visto crescendo nella bottega paterna e nello stile barocco di cui si è circondata. L’eroina è qui folgorante nel suo sontuoso abito, mentre Oloferne si nasconde nell’ombra. È così che la donna dipinge il mito, l’ideale di femme fatale per eccellenza. Ma è anche una forte allegoria di lei, Fede, che è una pittrice e abbatte gli schemi patriarcali del tempo.

Fede si afferma sulla scena dell’epoca come La pittrice. Le sue opere girano il mondo raggiungendo, grazie alla mediazione di Giuseppe Arcimboldi, anche la corte imperiale di Rodolfo II d’Asburgo a Vienna, ma attraversano anche il tempo, arrivando ancora magnifiche fino a noi.

Fede Galizia (Milano, 1578 – Milano, 1630) è stata una pittrice barocca italiana.

Testo a cura di Abram Tomasi
Disegno e grafica a cura di Ilaria Gasperotti


Cos’è “Polenta di storie”?

Polenta di storie è un progetto nato dalla collaborazione tra Afroditelo e due giovani creativi: Abram (studente di comunicazione) e Ilaria (studentessa di Belle Arti).
Questo progetto nasce con l’obiettivo di parlare di artisti trentini, cercando di dimostrare come anche il Trentino è stato culla di una serie di brillanti menti creative che, in alcuni casi, hanno addirittura dato un contributo importante alla storia dell’arte non solamente in Italia, ma in tutto il mondo. Mostrando così che, oltre ai sentieri naturali e panoramici, la nostra regione è ricca anche di altri percorsi da esplorare: dei sentieri artistici e creativi.
Abbiamo scelto di chiamarlo Polenta di storie perché la polenta è un piatto tipico e molto noto della nostra regione. In particolare, abbiamo voluto rendere omaggio ad uno dei prodotti tipici del Trentino: la polenta di Storo. Le storie presentate in questo progetto saranno proprio come la polenta: coese, compatte e ben legate tra loro grazie alle emozioni suscitate dalle parole di Abram e dai disegni di Ilaria. Poi vabbè… la polenta sta bene con tutto.

Le storie che verranno presentate non saranno dei testi “pedagogici”. Se ci segui già da un po’ saprai che Afroditelo ha un solo è grande interesse: emozionare. Noi ne siamo certe: Abram e Ilaria ti faranno innamorare della storia artistica del Trentino, catturandone l’essenza attraverso l’arte della parola e quella del disegno.

Sei pronto? Ricorda, l’appuntamento è una volta al mese ✨

Ti piace questo progetto? Faccelo sapere con un commento qui sotto o un piccolo like ❤️


Abram Tomasi
Ilaria Gasperotti
Instagram @casadilaria

Polenta di storie ti ha conquistato? Ecco gli altri capitoli:

Polenta di storie – Capitolo 6: Riccardo Schweizer

Riccardo Schweizer, originario di Mezzana, viene descritto da Abram come “l’artista che ha aperto il Trentino al mondo”. Da Venezia alla Costa Azzurra, le sue opere sono esposte in tutto il mondo, ma è da Mezzano che nasce la magia 🍷

Polenta di storie – Capitolo 5: Lea Botteri

Maestra, infermiera e incisore. 𝗟𝗲𝗮 𝗕𝗼𝘁𝘁𝗲𝗿𝗶, artista originaria della frazione di Creto (Pieve di Bovo), fu questo e molto altro. Oggi ve ne parlano Abram accompagnato dalle illustrazioni di Ilaria 🌸

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