Quante volte nella vostra vita vi siete soffermati a contemplare un paesaggio? A volte è affascinante camminare, fermarsi e osservare attentamente ciò che ci sta attorno, interrogandoci su ogni piccolo dettaglio, come il cinguettio degli uccellini, il fruscio del vento fra le foglie e lo scorrere dell’acqua in un torrente.
Per questo appuntamento di Polenta di storie, Abram e Ilaria vi raccontano la vita di un pittore che i paesaggi li conosceva molto bene. Stiamo parlando di Gino Bellante, pittore originario della Valle di Fiemme, casa nostra, e che purtroppo ci ha lasciati pochi anni fa.

GINO BELLANTE

Da nà finestra piena de girani,
che i manda ‘n bonodor de primavera,
mi me godo star lì ‘n pezòt la sera,
a vardar el color dei prài lontani (…)

Da Tramonti, Giacomo Florani

Noccioli, frassini, fienili avvolti da prati, campi, salici, ciliegi in autunno, cieli viola, la neve che si scioglie. Lo scorrere della vita. I contadini che si svegliano la mattina, tra covoni di fieno e casette di legno con i camini fumanti, e le donne distese nei prati a cucire o nelle cucine a imbandire i pranzi per i loro cari. Lontani dalla città, magari non ci sono nemmeno mai stati, ma qui sono felici, e questo è abbastanza per restare. Potrebbe essere da qualsiasi parte in Italia, tra le campagne e le montagne, ma è la Val di Fiemme di Gino, testimone di tante vite contadine, la sua lettera d’amore alla comunità fiemmese. Ancora lì tra le valli, se socchiudi gli occhi, puoi vedere quell’uomo che girava con la tavolozza e il cavalletto fino a quando le gambe glielo permisero. Proprio come usavano gli impressionisti in Francia, ma lui non ha mai sentito il bisogno di lasciare casa. Proprio come usavano i macchiaioli, i suoi sono dipinti approssimati in ampie pennellate di colore. Un immaginario, il suo, che racconta, come avrebbero detto i Romani, il Genius loci di Cavalese, lo spirito più intimo delle sue terre in un equilibrio cromatico così intimo e dolce che coccola chi ci si addentra. L’ha trasmesso ai suoi studenti durante i corsi di pittura, alla comunità durante il suo servizio come consigliere e a chi, anche sena averlo mai conosciuto, guarda dentro le sue opere. Mi ritrovo in piedi sulla Metro, attorno a me bambini che urlano, mamme al telefono, ragazze che si dicono i segreti e uomini in completo che tornano dal lavoro; ho sempre immaginato così la vita. Ma guardo sull’iPhone un dipinto di un artista trentino, Gino Bellante si chiama, c’è una collina al sole e due ragazze accoccolate all’ombra di una palla di fieno, e non sogno altro.

Gino Bellante (Cavalese, 1925 – 2019) è stato un pittore trentino.

Testo a cura di Abram Tomasi
Disegno e grafica a cura di Ilaria Gasperotti


Cos’è “Polenta di storie”?

Polenta di storie è un progetto nato dalla collaborazione tra Afroditelo e due giovani creativi: Abram (studente di comunicazione) e Ilaria (studentessa di Belle Arti).
Questo progetto nasce con l’obiettivo di parlare di artisti trentini, cercando di dimostrare come anche il Trentino è stato culla di una serie di brillanti menti creative che, in alcuni casi, hanno addirittura dato un contributo importante alla storia dell’arte non solamente in Italia, ma in tutto il mondo. Mostrando così che, oltre ai sentieri naturali e panoramici, la nostra regione è ricca anche di altri percorsi da esplorare: dei sentieri artistici e creativi.
Abbiamo scelto di chiamarlo Polenta di storie perché la polenta è un piatto tipico e molto noto della nostra regione. In particolare, abbiamo voluto rendere omaggio ad uno dei prodotti tipici del Trentino: la polenta di Storo. Le storie presentate in questo progetto saranno proprio come la polenta: coese, compatte e ben legate tra loro grazie alle emozioni suscitate dalle parole di Abram e dai disegni di Ilaria. Poi vabbè… la polenta sta bene con tutto.

Le storie che verranno presentate non saranno dei testi “pedagogici”. Se ci segui già da un po’ saprai che Afroditelo ha un solo è grande interesse: emozionare. Noi ne siamo certe: Abram e Ilaria ti faranno innamorare della storia artistica del Trentino, catturandone l’essenza attraverso l’arte della parola e quella del disegno.

Sei pronto? Ricorda, l’appuntamento è una volta al mese ✨

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Abram Tomasi
Ilaria Gasperotti
Instagram @ilaria_gasperotti