Flashrembrandt: il flashmob del Rijksmuseum riporta in vita i personaggi di “Ronda di notte”

Lo scorso 1° aprile, il Rijksmuseum di Amsterdam ha pubblicato un post che ha generato molta attenzione (solo immagino l’emozione che avrà provato il social media manager del museo quando ha avuto questa idea). Vi riporto qui sotto il post in questione:

Ovviamente il post ha avuto un sacco di successo e vi consiglio di farvi un giro tra i commenti per divertirvi un po’: il mio preferito è senza dubbio uno su Twitter in cui viene detto che sul sito ufficiale del museo non è possibile trovare nessuna informazione in merito a questa nuova possibilità di visita. Probabilmente è un commento che avrei potuto benissimo scrivere io. Insomma, avete visto che figata?
Tra tutti i commenti molti erano ovviamente consapevoli del fatto che si trattasse di un pesce d’aprile. Tant’è che diversi hanno chiesto, ironicamente, se potevano prenotare una visita per il 2 aprile.

Che dire? Non è forse geniale? Oltre a essere un’ottima tecnica di real time marketing, è sicuramente un modo in più che il museo può utilizzare per dimostrare che no, i musei non sono luoghi noiosi. Anzi, anche questi enti hanno il loro senso dell’umorismo.

E se vi dicessi che questa non è la prima volta in cui il Rijksmuseum ha dimostrato di essere geniale?


Onze helden zijn terug! (i nostri eroi sono tornati!)

Era il 2013, il Rijksmuseum era chiuso da dieci anni ormai e una delle idee più incredibili di sempre stava per entrare in un centro commerciale per portare scompiglio e meraviglia.
Per festeggiare la riapertura del museo al pubblico, il Rijksmuseum, in collaborazione con ING, uno dei suoi più grandi sponsor, ha organizzato un flashmob proprio attorno al 1° di aprile. Si potrebbe dire che l’obiettivo principale fosse quello di stupire il pubblico presente riportando in vita i personaggi (o gli eroi) dei dipinti custoditi all’interno del museo.

Guardando il video è possibile dire di essere catapultati all’interno di Ronda di notte, un dipinto del noto pittore olandese Rembrandt (chissà che emozione, e forse anche terrore e stupore, per chi era presente).

© Onze helden zijn terug, ING.

Personalmente l’ho trovata una strategia incredibile che nasconde (anzi, mette proprio in bella vista) del genio. Con questa mossa, il Rijksmuseum ha attirato l’attenzione del pubblico e ha decisamente innescato una sorta di cortocircuito nelle menti di chi stava osservando, portando una scena inaspettata in un luogo e in un momento in cui sicuramente non si sarebbero aspettati nulla del genere. Insomma, chi di voi va in un centro commerciale e si aspetta di vedere il capitano Frans Banning Cocq che varca la porta cavalcando il suo fidato destriero?
Non so che centri commerciali frequentate voi, ma a me non è mai successo.


Il Rijksmuseum su TikTok

Il Rijksmuseum è sicuramente uno degli esempi che mi piace citare di più quando si parla di musei e social media. Io credo che la sua comunicazione su TikTok sia imbattibile e sono sempre emozionata quando pubblicano un nuovo video.

È incredibile come riescono a mescolare così bene argomenti alti in cui parlano dei dipinti, spiegandone i dettagli, e argomenti più terra terra, creando dei video che vogliono strappare un sorriso allo spettatore.

Giusto per curiosità vi lascio uno degli ultimissimi video che hanno pubblicato. Nel video viene presentata una tipica visita al museo (con questa musichetta che i più avvezzi ai vlog non avranno difficoltà a riconoscere), in cui due ragazzƏ vanno di qua e di là per il museo facendo commenti come “mooi” (quel “bello” che tuttƏ noi diciamo quando visitiamo un museo e vediamo un’opera perché non sappiamo esattamente cosa dire) o “queen shit” per descrivere il corredo della regina.

@rijksmuseum

Who does this? 👀 Share your museum visit with #rijksviews to get your tiktok featured! @lucienvos #fyp #rijksmuseum #lerenoptiktok #learnontiktok #art #history #arthistory #museum #memes #culture

♬ origineel geluid – Rijksmuseum

È un museo innovativo che, pur rimanendo legato al passato, riesce a parlare il linguaggio della contemporaneità e, per certi versi, anche del futuro. Un altro TikTok che mi è piaciuto molto è quello in cui vengono mostrate le diverse bocche dei dipinti (questo però non ve lo linko, così siete costrettƏ ad andare a cercarvelo sul loro profilo 😈).

E dopo aver scritto questo articolo vi svelo il segreto finale: in realtà io non lo ho mai visitato 😭 sì, ho scritto un articolo senza aver mai visto questo luogo dal vivo.
Se ci andassi vorreste leggere un articolo sulla mia visita? Fatemelo sapere nei commenti qui sotto 👇🏽

– Maria Chiara

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