Torna Stromae, santé!

Nel 2010 invitava tutti a ballare.

Nel 2013 chiedeva al padre dove fosse.

Nel 2022, dopo nove anni di ritiro dalle scene, torna per ricordare a tutti quanto la solitudine possa far male.

Stromae, il grande maestro (appellativo che per lui è più che adeguato), è tornato. Probabilmente i fan come me avranno già ascoltato l’album così tante volte che nelle loro teste hanno Santé in loop. Un album incredibile, forse il più bello scritto nella sua carriera. Scritto e uscito dopo uno dei periodi più bui vissuti dal cantautore: quello in cui si è ritrovato a fare i conti con la propria salute mentale che l’ha quasi portato a togliersi la vita.

L’album “Multitude”, uscito lo scorso 4 marzo, è infatti un tributo a tutte quelle persone che, almeno una volta nella vita, si sono trovate avvolte e intrappolate nella depressione. Possiamo chiamarla bestia nera, tunnel senza fine, vuoto cosmico (io la chiamerei anche piccola s**onza)… possiamo chiamarla in tanti modi. La depressione è una condizione reale che, purtroppo, colpisce numerose persone. Inutile dire che la pandemia ha peggiorato la situazione, portando un po’ tutti a chiudersi in se stessi nella propria piccolezza e solitudine.

J’ai parfois eu des pensées suicidaires
Et j’en suis peu fier
On croit parfois que c’est la seule manière de les faire taire
Ces pensées qui nous font vivre un enfer

Stromae – L’Enfer, Multitude (2022)

“Ho avuto dei pensieri suicidi e non ne vado fiero” canta Stomae, mettendo a nudo il suo passato. “A volte pensiamo [che questa] sia l’unica maniera per far tacere questi pensieri che ci fanno vivere l’inferno” continua l’artista, paragonando la sofferenza provata alle pene dell’inferno e facendo intendere che voleva smettere di soffrire con un’unica soluzione finale: il suicidio.

Le parole forti di Stromae vengono accompagnate da un’interpretazione incredibile nel videoclip di L’Enfer. Un videoclip semplice in cui possiamo vedere il cantate vestito di bianco su uno sfondo color verde pastello. Vi sfidiamo a guardarlo e a non avere la pelle d’oca.

Guardando questo video è impossibile non pensare alla potenza del linguaggio del corpo. L’artista comincia a muoversi lentamente per poi diventare un tutt’uno con la musica, e soprattutto con il significato che vuole trasmettere. In tutto questo, trovo che riesca a trasmettere molto bene un altro aspetto molto importante (e a volte sottovalutato) della vita quotidiana, vale a dire l’importanza e la potenza del linguaggio del corpo. Non so voi, ma guardando certe sequenze del video sentivo come se migliaia di spilli si infilassero in profondità, sopratutto nel cuore, e mi sentissi senza respiro. Perché le immagini, il linguaggio del corpo, a volte riescono a trasmettere emozioni e sensazioni impossibili da spiegare a parole. Il messaggio di questa canzone (e dell’intero album), e di questo video, trovo sia molto chiaro: dare più importanza alla salute mentale e alle emozioni. Ve lo lascio qui sotto, nel caso non l’aveste già visto, ascoltato, vissuto.

Alla conclusione del video sembra interpellare direttamente il suo problema dicendogli che non sa cosa fare con i suoi pensieri, sebbene ci abbia pensato a lungo. E alla fine lo vediamo lì, da solo, nella sua testa.

Il problema è chiaro: la depressione. Si tratta di una parola che spesso fa venire i brividi, perché sappiamo tutt* cosa significhi, cosa porti dietro, e dentro, di sé. Tutt* abbiamo vissuto, o viviamo, momenti bui in cui alla fine del tunnel vediamo solo un altro tunnel. Vorrei farvi riflettere su questa parola, mostrandovi come viene segnata in LIS (Lingua dei Segni Italiana) e in LSF (Langue des Signes Française).

©️Spreadthesign (depressione in LIS)
©️Spreadthesign (depressione in LSF)
©️Spreadthesign (depressione in LSF)

“La mia musica viene spesso descritta come gioiosa anche se tratta delle tematiche un po’ più cupe” dice Stromae nell’intervista rilasciata per TF1, emittente francese, durante la quale si è esibito cantando in anteprima live L’Enfer. Se non avete ancora avuto modo di sentire il nuovo album, sicuramente vi ritroverete in queste parole pensando ad altri brani del cantante, come la super conosciuta Papaoutai, in cui Stromae chiede al padre “dove sei papà?”, o la meno conosciuta ma sicuramente super orecchiabile Carmen, il brano omaggio a Bizet in cui il cantante denuncia l’abuso dei social media, in quanto

L’amour est comme l’oiseau de Twitter
On est bleu de lui, seulement pour 48h
D’abord on s’affilie, ensuite on se follow
On en devient fêlé, et on finit solo*

Stromae – Carmen, Racine Carrée (2013)

*L’amore è come l’uccellino di Twitter. Diventa blu solamente per 48 ore. Prima ci si iscrive, poi ci si segue. Si diventa scemi e poi si rimane soli.

L’album Multitude è un tributo alla moltitudine: quella che si nasconde in noi e quella relativa alla complessità artistica e musicale del Maestro. Anche questo viene spiegato dal cantante nella già citata intervista per TF1. Descrivendo la propria musica, Stromae fa un paragone con la vita di tutti noi: “vedo la vita così: non è completamente bianca né completamente nera. Ci sono momenti difficili e momenti felici. […]. Non ci sono alti senza bassi né bassi senza alti”, concludendo con un’espressione francese che non va tradotta: c’est la vie. Ecco che qui nasce la “moltitudine” di cui si parlava poco sopra, perché questo altalenarsi tra bene e male, gratificazione e sofferenza, bianco e nero, ci appartiene ed è in noi.

On est tous multiple.
On est plein des personnages différents,
on a plein de personnalités différentes**.

Stromae – intervista per TF1

**Siamo tutti multiforme. Siamo pieni di personaggi differenti, siamo pieni di personalità differenti.

Poi troviamo una “moltitudine” artistica e musicale. Stromae, nella stessa intervista, dichiara infatti di aver preso ispirazione da diverse correnti musicali, provenienti da tutti i continenti: “avevo davvero voglia di mischiare tutto“, dichiara all’emittente televisiva.

Che dire per concludere? Citando la giornalista che ha intervistato Stromae vorrei dire anche io: merci infiniment pour votre sincérité. Grazie per la sincerità Maestro, grazie per aver aperto il tuo cuore, grazie per averci fatto entrare nella tua mente (geniale) e grazie per averci fatto capire che no, non siamo mai soli.

– Maria Chiara & Francesca

Chi è Stromae?

Stromae è lo pseudonimo di Paul Van Haver (classe 1985), cantante belga originario del Ruanda da parte del padre che venne ucciso proprio nel paese africano quando Paul aveva solamente nove anni.

Già a undici anni iniziò a studiare solfeggio e batteria, debuttando nel mondo della musica nel 2000.

A oggi ha pubblicato tre album in studio: Cheese (2010), Racine carrée (2013) e Multitude (2022). L’artista si è sempre dedicato a temi importanti, come il cancro, i problemi di coppia, l’alcolismo e così via.

Ascolta Multutide (2022) su Spotify 👇🏽

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