Chi segue Afroditelo ha già avuto l’occasione di leggere le sue ricette preparate per la rubrica “La cultura in cucina“, oggi avrete l’occasione di conoscere meglio la famosa “cuoca di Afroditelo“, la nostra Debora.
Debora ha sempre avuto una grande passione per la cucina (avete presente che in ogni classe e in ogni gruppo di amici c’è quella persona che pensa sempre a portare una torta, un dolcetto o qualcosa da sgranocchiare? Ecco, Debora è proprio quella persona).
Negli ultimi anni, un po’ perché affascinata dal tema e perché toccata personalmente dai cambiamenti in atto, Debora ha deciso di avvicinarsi al mondo della sostenibilità, della produzione km 0 e del green. In occasione del progetto “Cultura km 0” abbiamo deciso di fare due chiacchiere con lei per capire meglio cosa significa dedicarsi alla cucina in combinazione alla sostenibilità. Il punto di vista della nostra cuoca è stato di vitale importanza, in quanto dimostra che tutti noi, nel nostro piccolo e nella nostra semplicità, possiamo fare qualcosa (Debora non è una professionista, è una grande amante della cucina e del mondo).

Parlaci un po’ di te e raccontaci chi sei
Sono Debora, ho 25 anni e sono laureata in Lingue. Abito in Val di Fiemme e sono da sempre molto legata al territorio che sono felice di poter chiamare CASA. Dal 2020 sono diventata la cuoca ufficiale di Afroditelo grazie a un’idea nata durante il lockdown che voleva invitare le persone a cimentarsi con le ricette della cultura nella propria cucina.
Cosa ti ha spinta a dedicarti al tema della sostenibilità e perché pensi sia importante? Cosa ti soddisfa di più?
La sostenibilità è un tema che sta diventando sempre più centrale nella nostra vita di tutti i giorni e si tratta di un tema importantissimo perché riguarda tutti noi molto da vicino; la cosa più bella quando si parla di vita sostenibile è che ognuno di noi può fare la sua parte per assicurare a tutti un futuro migliore in cui si guarderà alle nostre risorse naturali con più consapevolezza e gratitudine.
Pensi che la Val di Fiemme sia già o possa diventare un buon esempio per la produzione e il consumo km 0 e per la sostenibilità?
La Val di Fiemme è già un buon esempio di territorio sostenibile, la coltivazione dei propri prodotti nell’orto è ancora ben radicata ed infatti appena le temperature più miti iniziano a fare capolino in primavera la valle si veste di orti e giardini in fiore, curati da tutti gli abitanti. Inoltre, la presenza di allevamenti e pascoli permette alla valle di avere ottime materie prime che utilizzano gli aspetti geografici della valle riuscendo a rispettarli e non a sfruttarli.

Collegandoci al nostro evento, quali pensi siano quelle caratteristiche che definiscono una “Cultura km 0”? La cultura stessa può insegnarci qualcosa di più su questo tema?
Definirei la cultura a km 0 quasi come uno stile di vita, un modo di utilizzare ciò che la nostra terra ci offre rispettandola e trovando ogni giorno nuovi spunti per utilizzare materie prime a cui magari non avevamo mai pensato ma che possono rivelarsi ottime. Si tratta di valorizzare ciò che si ha, utilizzandolo e migliorandolo giorno per giorno.
Quali consigli ti senti di darci per vivere una vita più sostenibile?
Il consiglio che mi sento di dare a chi vorrebbe vivere una vita più sostenibile è di essere il consumatore migliore possibile: leggere le etichette ed informarsi sui prodotti è il primo grande passo per comprare meglio perché ci dà gli strumenti per scovare i prodotti più sostenibili. Potrà sembrare un consiglio strano ma il mercato segue la scelta del consumatore, se tutti noi ci impegniamo ogni giorno partendo dalla nostra spesa possiamo davvero cambiare ciò che compreremo fra qualche anno.
Quale consiglio ti sentiresti di dare a chi, come te, vorrebbe dedicarsi a questo mondo e sta muovendo i suoi primi passi? Per esempio con un piccolo orto?
I primi passi nel mondo della sostenibilità possono essere difficili ma è importante ricordarsi che nessuno di noi è perfetto e nessuno di noi è uguale, qualcuno deciderà di iniziare con i prodotti biologici, qualcuno provando a coltivare le proprie verdure nell’orto, qualcuno di più coraggioso magari rivaluterà la sua dieta e passerà ad un’alimentazione plant-based. Ognuno sceglierà il suo primo passo e magari poi, sentendosi sicuro su questo percorso, valuterà una mossa che mai avrebbe pensato di poter provare. Forse il vero consiglio in questo caso è semplicemente di darsi tempo!
Debora ha partecipato attivamente alla realizzazione di “Cultura km 0” e le siamo eternamente grate per il grande aiuto che ci ha dato con la realizzazione di un piccolo libretto che verrà consegnato ai partecipanti del progetto 📖
La nostra cuoca vi giovedì 1° settembre al primo appuntamento dell’evento! Le iscrizioni alla gara sono aperte fino al 25 agosto attraverso il Google Form a questo link: https://forms.gle/GPDCtrxmPqmF4snK7
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