Cavalese, 11 settembre 2022.
In una splendida giornata di sole settembrino, nella cornice caratteristica e celebrativa della Desmontegada de le Caore, il team Cuochi per Caso festeggiava raggiante la conquista medaglia d’oro per Cultura a KM 0.

Ma com’è nato Cultura a Km 0? In cosa consisteva? E soprattutto: che impressioni bollono in pentola a un mese dalla fine di questa prima edizione? Nei prossimi paragrafi cercheremo di rispondere a queste domande…restate sintonizzati! 🤍🥕🍅


COM’È NATO IL PROGETTO?

Quest’inverno, davanti a una pizza, il Consiglio d’Amministrazione di Afroditelo si stava dedicando ad un’intensa attività di brain storming. Obiettivo della serata: trovare una proposta convincente da sottoporre al Piano Giovani di Zona. Mumble, mumble, pensa e ripensa…e poi, d’improvviso, l’illuminazione: e se organizzassimo una sorta di Masterchef a squadre, in cui i partecipanti cucinano con ingredienti a km 0?”. Bingo, l’idea funzionava: era fresca, coinvolgente, valorizzava alla perfezione il nostro territorio…ma come fare a legare uno show-cooking alla cultura? Come fare per dare a questo progetto l’inconfondibile aroma di Afroditelo?

Anche qui: niente di più facile! Da tempo, ormai, la nostra Cuoca Debora, attraverso la sua seguitissima rubrica La Cultura in Cucina” si diletta nella preparazione di ricette già viste in film, cartoni animati, libri, canzoni, poesie (clicca qui per leggere la sua intervista in occasione di Cultura Km 0). Abbiamo dunque deciso di coinvolgere Debora in questa nostra nuova gustosa avventura e di prendere ispirazione dalla sua rubrica per creare il giusto equilibrio tra cultura, cucina, divertimento e territorio: ebbene, ladies and gents, in men che non si dica avevamo ottenuto l’ entusiasta approvazione del PGZ per il nostro CULTURA KM 0.

CULTURA KM 0: COME FUNZIONA?

Cinque squadre, quattro serate, una sola medaglia d’oro: i primi dieci giorni di settembre hanno visto cinque coppie sfidarsi a suon d’ingegno, mestoli, bilance e creatività. Durante la prima serata, i concorrenti hanno preso parte –singolarmente, a coppie e in gruppo – a un duello a punti di giochi/attività a sfondo culturale finalizzate alla scoperta degli ingredienti km 0 che avrebbero poi dato vita alle ricette nelle serate successive. Tra le tante attività che hanno fatto spremere le meningi ai nostri aspiranti chef possiamo citare, ad esempio, un cruciverba con parola nascosta ricco di domande di cinema, letteratura, musica e chi più ne ha più ne metta. Le due squadre che hanno totalizzato più punti, inoltre, hanno vinto il BONUS CUOCA DEBORA, un aiuto da utilizzare nei momenti di difficoltà durante le semifinali.

Nella seconda e nella terza serata le squadre, aiutate, consigliate e – in ultimo – giudicate dai Cuochi di Fiemme, hanno – letteralmente – messo le mani in pasta e, con erculea fatica (e grasse risate) si sono cimentate nella preparazione delle seguenti ricette:

  • Orzotto mantecato al formaggio caprino del caseificio di Cavalese, con losanga di bio-
    trota croccante e crescione di ruscello.
  • Crespella ripiena di ricotta di latte vaccino, spinaci con crema al pomodoro.
  • Penne rigate “ Il Cappelli“ del Pastificio Felicetti, al Fontal di Cavalese e funghi
    porcini alle erbette.

Come dite? Avete l’acquolina in bocca? Beh, sfogliate la photogallery per vedere il risultato finale:

Nonostante tutti i partecipanti abbiano sfornato dei piattini super, in un contest non si può certo far passare tutti: alla fine, le due squadre che hanno avuto la meglio sugli avversari alle semifinali sono stati I Cuochi per caso e le Zapotone.


Durante la finale, giudicati da un’entusiasta giuria popolare, a trionfare sono stati i Cuochi per Caso. Tuttavia, ci sentiamo un po’ come se avessimo vinto anche noi di Afroditelo: il bilancio è – SPOILER – decisamente positivo! Il perché…ve lo diciamo nel prossimo paragrafo 😉

CULTURA KM 0: POLLICI IN ALTO

Per dirla con un meme caro a noi italiani, potremmo dire: CHEF’S KISS! 👨🏻‍🍳😘🤌🏻 Certo, non sono mancate le difficoltà e gli intoppi organizzativi, ma com’è che cantava Tiziano Ferro? “Se non uccideeee fortificaaa🎶”.

“Se dovessi pensare al momento del progetto che, da organizzatrice, mi ha resa più felice e orgogliosa, non posso non pensare alla finale” ha detto la nostra collaboratrice Isabella, che quest’avventura se l’è sudata dalla A alla Z. “I tavoli della giuria popolare erano pieni di gente: nonni, bambini, amici. Tutti felici, partecipi, sorridenti: sembravamo una grande famiglia riunita per un pranzo tutti insieme. L’ho trovato bellissimo.”

Quando Sabrina mi ha proposto di partecipare a Cultura KM O ero un po’ titubante, in quanto le mie doti culinarie lasciano un po’ a desiderare“, ha affermato un po’ imbarazzata Francesca, semifinalista insieme all’amica Sabrina con la quale costituiva il team “Le Zapotone”. Ma poi si è ricreduta: “non si trattava solo di una gara di cucina, ma più di un’esperienza per fare gruppo e conoscere la cucina locale. I giochi e le attività del primo giorno sono stati super divertenti: io e Sabrina, così come tutti i partecipanti, abbiamo riso dall’inizio alla fine”.

Dal centro: “I cuochi per caso”, vincitori della prima edizione di Cultura KM 0. I cuochi di Fiemme, partner preziosi del progetto. Sui lati esterni: le “2 Good 2 cook”, un’altra squadra partecipante.

Per quanto riguarda la cucina, ammette, c’è stata qualche piccola difficoltà: “i tre piatti proposti non erano difficilissimi, ma richiedevano un po’ di attenzioni in alcuni passaggi. Il mio preferito è stato di sicuro l’orzotto con trota e formaggio. Non conoscevo questo piatto, ma Afroditelo me lo ha fatto scoprire e di sicuro lo rifarò in qualche occasione”.

La cucina e il territorio in primo piano, dunque, ma Cultura KM 0 è stato molto più di questo:

“Credo che la cosa più bella di questo evento sia stato vedere come tutti si sono messi subito in gioco” ha affermato la nostra Cuoca Debora, che anche questa volta ha piantonato i suoi amati fornelli. “Anche le persone che dicevano di non saper cucinare hanno lasciato da parte il “non sono capace” e hanno provato” E ricorda: “Ho visto una squadra in particolare che è arrivata avendo quasi paura, dicendomi che avrebbero fatto un gran pasticcio.Invece alla fine, grazie anche alla guida dei cuochi, ha portato dei piatti buonissimi e anche molto belli. Una sfida sana, che, in poche parole secondo Debora: “ha insegnato a tutti i (concorrenti e non) che la cucina è alla portata di tutti e che ognuno può riuscire a esprimersi ai fornelli”.

Insomma, “il battesimo del fuoco” è stato superato: speriamo che questo nostro piccolo progetto possa in futuro trovare le porte aperte per una seconda edizione.

Intanto, un ringraziamento sentito a tutti i partecipanti, alle associazioni e agli enti partner, a tutti quelli che hanno collaborato a questo piccolo tassello felice nel puzzle di Afroditelo. Alla prossima! ❤️

Ps. #sharalamore, #sharalacultura!

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