“Basta avere quel pizzico di coraggio in più per uscire dalla propria comfort zone”. Oggi Afroditelo fa due chiacchiere con Lorenzo Morandini, danzatore e coreografo originario della Val di Fiemme, nonché uno degli ideatori di Danzare A Monte, festival artistico multidisciplinare che mette in relazione il territorio montano e le arti performative.
Buona lettura 😉
1. Ciao Lorenzo! Rompiamo il ghiaccio e presentati.
Sono Lorenzo Morandini, un danzatore e coreografo. Lavoro nello spettacolo dal vivo, mi occupo di creare progetti artistici in cui il corpo, attraverso i suoi movimenti, è protagonista dello spazio scenico. Nei miei spettacoli esploro maniere fantasiose per re-interpretare gesti quotidiani e scenari di consuetudine/tradizione attraverso una danza leggera, ironica, che mira a generare piacere. Un’importante fonte d’ispirazione per me sono il surreale, mondo generato soprattutto dai sogni, e gli elementi naturali dell’ambiente: piante, animali, acqua, rocce ecc.; il paesaggio in continuo mutamento che con le sue dinamiche mi suggerisce nuove forme espressive del corpo. Per una parte della mia professione mi occupo anche di trasmettere la mia ricerca alla comunità attraverso laboratori di danza in cui i partecipanti allenano la propria forza, coordinazione, propriocezione, scaricano le tensioni date dallo stress quotidiano, scoprono il potenziale comunicativo della danza e condividono la bellezza dello stare insieme.
2. Sappiamo che per la tua formazione e per il tuo lavoro ti sei spostato anche all’estero. Hai percepito delle differenze tra il modo in cui viene percepita la danza qui e come viene percepita dove sei stato?
Esatto, finite le superiori ho completato i miei studi accademici al Trinity Laban di Londra, dove ho vissuto per tre anni. Il paragone fra una metropoli e la val di Fiemme è quasi un nonsenso, le differenze sono abissali già nei termini più superficiali. Più che sulle differenze credo sia necessario concentrarsi sulle potenzialità che ogni contesto possiede. In un primo momento dopo il mio rientro da Londra trovavo la valle un posto svantaggiato, con un’offerta culturale e d’intrattenimento scarna rispetto alla città.
Penso che in valle l’arte sia vista difficilmente come uno strumento generativo di nuove visioni e che la cultura non venga percepita in maniera dinamica, come processo in evoluzione fatto sia di tradizioni che di nuove sperimentazioni. È consolidato quanto il nostro territorio sia vocato al turismo e allo sport, uno spazio in cui rigenerarsi e provare esperienze di svago adrenaliniche. La creatività, le novità, le mode arrivano invece dai grandi centri urbani che sono sempre “più avanti” rispetto alle zone periferiche. La cultura e la danza non fanno eccezione in questo discorso ed è facile pensare che per vedere qualcosa di nuovo sia necessario scendere almeno a Trento, che la valle non abbia le caratteristiche per essere uno spazio culturalmente dinamico.
3. Dacci una panoramica dei festival ai quali hai partecipato e del progetto di cui vai più fiero.
In questi anni ho avuto la possibilità di partecipare a diversi festival come coreografo ospite o come danzatore per altre compagnie ed è sempre emozionante vedere come ogni organizzatore porti al pubblico un diverso argomento per stimolarlo, mi piace osservare i lavori degli altri artisti ospiti per vedere dove trovano le proprie ispirazioni, gli aspetti che abbiamo in comune e quelli più contrastanti.
Tra i festival che si dedicano soprattutto agli spazi teatrali ho partecipato a Danza in Rete, Interplay, Ammutinamenti, Inequilibrio, Più che danza!, MilanOltre, Oriente Occidente; dedicati agli spazi urbani e in natura ho avuto il piacere di collaborare con Danza Urbana, la rassegna Rami d’Ora, Fuori Formato, Pergine Festival.
I progetti che realizzo come coreografo sono una grande soddisfazione, da qualche anno però mi occupo anche del festival Danzare A Monte insieme ai miei colleghi Filippo Porro e Silvia Dezulian, la creazione di cui vado più fiero.
4. Parlaci del progetto Danzare A Monte: quando è nato? Come? Quali sono i progetti per il futuro? In che modo valorizza il territorio?
Danzare A Monte è un festival artistico multidisciplinare che mette in relazione il territorio montano e le arti performative attraverso spettacoli, passeggiate e trekking, residenze artistiche, dibattiti pubblici e laboratori aperti alla comunità. Il progetto nasce nel 2020, quando con Filippo e Silvia abbiamo scoperto la nostra passione in comune per la montagna e il desiderio di creare una connessione fra il territorio e la danza. L’idea stava già maturando prima della pandemia, ma il periodo che abbiamo passato tutti confinati in casa ha sicuramente dato slancio al desiderio di uscire e andare a vivere gli spazi aperti di boschi, prati e sentieri che incorniciano i paesi della Val di Fiemme.
Il festival si basa sulla collaborazione fra più elementi che dialogano fra loro per la creazione di ogni evento. Ci sono gli artisti, che portano i propri spettacoli mettendoli in relazione all’ambiente che li ospita o che creano nuove performance dopo un periodo di residenza; i partner che coinvolgiamo e con cui co-progettiamo gli eventi: associazioni, biblioteche, amministrazioni comunali, enti culturali, strutture ricettive, professionisti della montagna; infine ci sono i luoghi, andiamo alla ricerca di spazi inediti rispetto a quelli più conosciuti, angoli della valle che non siano per forza il paesaggio-cartolina migliore per i contenuti social, ma che abbiano un potenziale che renda gli eventi delle esperienze autentiche di benessere.
Il nostro desiderio per il futuro è che il festival sia sempre più attrattivo per gli abitanti locali e per i giovani oltre che per i turisti e che sia una manifestazione che richiami le persone che già frequentano altri festival di danza in Italia. Per il coinvolgimento dei locali stiamo puntando anche a creare attività fuori dalla stagione turistica, con laboratori pratici di danza contemporanea; ci stiamo attivando anche per la realizzazione di una piccola rassegna per la stagione invernale, con eventi serali da ospitare all’interno di teatri, spazi urbani e palazzi storici della valle.
[Anche Afroditelo ha partecipato a un appuntamento di Danzare A Monte nel 2023. Guarda il reel a questo link]

5. Cosa pensi del rapporto tra giovani e cultura oggi (in particolare in aree periferiche come la nostra)? Quale legame esiste?
Il rapporto fra giovani e cultura si può osservare da più punti di vista, non tutto è rose e fiori riguardo la vita giovanile in valle, ma trovo che gli aspetti positivi superino quelli più scoraggianti.
Vedo che le nuove generazioni hanno maggiore consapevolezza dei grandi temi discussi nei mezzi d’informazione quotidiana (conflitti, riscaldamento globale, parità di genere ecc.). Trovo i giovani della valle liberi di esprimere la propria personalità, senza obbligarsi a rientrare in uno stereotipo o in un cliché;
C’è molta curiosità e una predisposizione all’ascolto di ciò che non si conosce più forte rispetto al passato. Vedo queste caratteristiche come un terreno fertile per la cultura, che così può dialogare con i giovani e trovare menti disponibili per svilupparsi in nuove idee proiettate verso il futuro.
Questo rapporto però va coltivato con cura, la cultura delle esperienze dal vivo, dello spettacolo, della condivisione e del vivere in comunità sono messa a dura prova anche qui da noi, dai social media che inghiottono il nostro tempo personale e dal preoccupante pessimismo che viene instillato giorno dopo giorno da gran parte del “bouquet giornalistico”, che promuove la “depressione sociale, uno stato di disfattismo diffuso e di visione pessimista del mondo che genera la tendenza a chiudersi nella propria dimensione privata.” (Linarello, V., p. 87, 2023). Non è scontato che un giovane visiti una mostra o passi una serata a teatro, che pensi a queste esperienze come qualcosa di rigenerante e utile; ma basta avere quel pizzico di coraggio in più per uscire dalla propria comfort zone e scoprire quanto entusiasmante possa essere e quanto ci arricchisca.
Grazie Lorenzo per questa intervista! Non vediamo l’ora di vedere i tuoi progetti futuri e incrociamo le dita per una nuova edizione di Danzare A Monte per il 2025 🤞🏼
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