È ufficialmente autunno, ma anche se il calendario ci ricorda della presenza del solstizio io sento ancora l’aria di estate. Sarà perché il libro che mi appresto a presentarvi è ambientato nella bella stagione. O sarà perché mentre scrivo ci sono ventiquattro gradi, fuori c’è un sole raggiante e il cielo è quasi splendido, non fosse per le diradate semitrasparenti nuvole che lo sporcano.
Probabilmente uno scenario simile a quello che Cécile, una adolescente di Parigi, vede ogni giorno nella grande villa bianca sul Mediterraneo dove trascorre le sue vacanze estive insieme alla sua ‘famiglia’. Con lei, ci sono suo padre Raymond – un vero donnaiolo – ed Elsa, la sua attuale giovane fiamma. Niente di serio tra i due, figuriamoci. Solo puro, superficiale divertimento. Chissà quanto durerà… Questa considerazione non vale solo per questa relazione, ma anche per la gaiezza estiva di questa famiglia.
Ma non voglio anticipare troppo. Procediamo per gradi.
Bonjour tristesse

Cécile è la protagonista del romanzo Bonjour tristesse. Il libro, uscito nel 1954, è stato scritto a soli diciotto anni dalla scrittrice francese Françoise Sagan che ha dimostrato grande abilità narrativa, secondo alcuni precoce vista la sua giovane età. E’ un libro che si legge molto bene; i più voraci lettori lo leggerebbero tutto d’un fiato, probabilmente in un pomeriggio. Un libro che invita a porsi le seguenti domande: che cos’è la felicità? E la tristezza, invece?
Ma ora parliamo un po’ della trama, che sono sicura morite dalla voglia di conoscere.
La gaia estate di Cécile
Quell’estate avevo diciassette anni ed ero proprio felice.
La vacanza di famiglia inizia con le migliori premesse: la protagonista Cécile e gli altri personaggi trascorrono oziosamente lente giornate soleggiate in riva al mare. Si abbandonano al flusso della routine di roventi pennichelle sotto al sole alternate a tuffi rinfrescanti nelle celeri acque del Mediterraneo. Si potrebbe dire che facciano una vacanza noiosa. Per fortuna almeno le sere rompono monotonia della routine. Infatti i personaggi escono al calar del sole per frequentare inebrianti feste super esclusive, dove gira gente frivola e superficiale -a detta della protagonista gente come lei e suo padre- con cui è piacevole stare perché sono capaci di godersi il presente.
Assieme al divertimento non mancano certo le occasioni per conosce l’amore. Infatti, Cécile incontra un bel ragazzo di nome Cyril, più grande di lei. I due si conoscono a fondo, scambiandosi passionali effusioni e persino immaginano un futuro assieme. Saranno piani seri, o soltanto fantasie?
[…] Un’emozione improvvisa di fronte a un volto, a un gesto, durante un bacio. Dei momenti felici, isolati […]
L’arrivo di una dirompente presenza
La spensieratezza della vacanza però viene spazzata via dall’arrivo di Anne, amica di famiglia da lunga data; donna davvero affascinante che si pone subito come problematica per Elsa e per Cécile. Quanto alla prima… la questione dovrebbe essere già ovvia ai vostri occhi: entrambe le donne si contendono l’attraente Raymond.
Invece, per la giovane Anne è una figura controversa: degna di stima e riverenza, quanto di antipatia e disprezzo. Il motivo? Beh, perché Anne rappresenta tutto ciò che Cécile e la sua famiglia non sono: gente di senno, profonda e analitica, in grado di ragionare sul proprio futuro.
In questo frangente la figura di Anne entra nel romanzo come un vento possente che porta via la leggerezza dei personaggi e con essa la felicità.
La paura del cambiamento

Nonostante Anne dimostri solo buone intenzioni nei confronti di Cécile e cerchi di aiutarla, la ragazza è una testa calda. Una bohémien dall’animo edonista che rifiuta tutto ciò che Anne le offre: i consigli, il suo esempio, il suo stile di vita…
La donna diventa persino una minaccia quando si insinua la possibilità che possa esserci un’unione tra Anne e il padre di Cécile. Secondo la ragazza, una tale realtà -inimmaginabile visto che non possono esserci persone più incompatibili- sarebbe rovinosa e non porterebbe altro che all’infelicità. Quindi Cécile fa di tutto per proteggere sé stessa e suo padre da un tale deprecabile avvenimento. Lei è pronta a tutto, anche se ciò vuol dire agire a discapito dei sentimenti altrui.
Cécile avrà avuto la meglio? Le sue scelte avranno avuto ragione?
Perché leggere Bonjour Tristesse?
Vi invito a leggerlo per scoprirlo e trarre le vostre proprie conclusioni su un romanzo interessante per l’impostazione introspettiva della narrazione. Con una scrittura concisa e pungente che non rinuncia all’eleganza, Sagan ci regala il ritratto vivido di un’adolescente: a volte ingenua, a volte calcolatrice, fragile e intelligente allo stesso tempo. Una personalità contraddittoria, nella quale chiunque può riconoscere una parte di sé — o della propria giovinezza.
Vale la pena leggerlo non solo per la bellezza dello stile, ma per le domande che lascia aperte: cos’è la felicità? È assenza di turbamenti, una collezione di attimi leggeri, o qualcosa di più profondo? E cosa significa davvero la tristezza?
-AK
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