Le illusioni di Escher in Squid Game

Chi non ha mai visto Squid Game alzi la mano!

Come pensavo, ormai sono rimasti in pochissimi a non aver visto la celebre serie coreana. Siamo stati tutti letteralmente travolti da questa serie tv, che ha subito spopolato in tutto il mondo (difficile contare il numero di memes, articoli e numerose polemiche causate dalla violenza intrinseca del racconto). Sicuramente una trama unica nel suo genere, ma ancora più interessanti – per me – sono i numerosissimi riferimenti artistici. Tra questi non ho potuto non notare il palese riferimento a Escher.

Non mancano infatti riferimenti surrealisti, cupi e talvolta oscuri ispirati alla sua arte. Primo fra tutti l’opera “Relatività” del 1953, con l’intreccio di scale in cui le normali leggi di gravità sono completamente sovvertite. Senza spoilerare nulla a chi non ha ancora avuto occasione di guardare Squid Game, moltissime scene ci mostrano il passaggio delle guardie e dei giocatori lungo queste scale molto particolari, dai colori accesi che rimangono subito impressi (rosa, verde, azzurro), forse per la vivacità dei colori che si scontra con il mood “splatter” di alcune scene, e posizionate in modo creativo, bizzarro, addirittura assurdo. E’ un continuo incrocio, un salire e scendere in tutte le direzioni, creando grande confusione in noi spettatori. Ma chi avrà mai pensato una cosa del genere, così assurda? Beh, che dirvi, si tratta della mente geniale (o pazza) dell’artista olandese Maurits Cornelis Escher (1898 – 1972) che ci ha regalato moltissime opere incredibili.

Quest’estate, durante un viaggio a Barcellona, ho visitato una mostra dedicata alle sue opere, ospitata presso il Museu Marítim de Barcelona. Incredibili e a dir poco affascinanti i giochi artistici con cui Escher inganna l’occhio umano. Le sue opere sono delle vere e proprie illusioni visive che ingannano la nostra percezione e, cosa ancora più assurda, si tratta di un’arte molto legata alla matematica, la scienza, le forme geometriche e alla ripetitività delle forme, che possono replicarsi all’infinito. La trasformazione di forme geometriche che diventano pesci, uccelli, farfalle e altri animali è a dir poco geniale e in qualche modo punta a rappresentare la complessità del mondo che ci circonda. Si potrebbe stare ore ad ammirare queste opere, che sono soprattutto incisioni e stampe realizzate con una tecnica che si basa sul gioco di luci e ombre applicato a oggetti concavi e convessi (un altro noto esempio è “Salita e discesa”), trovando continuamente nuovi particolari o nuove illusioni visive da cercare di comprendere. Come avrà fatto a pensare a tali giochi visivi? 

Tornando a Squid Game: non è di certo l’unica serie tv che propone un riferimento a questo artista. Infatti, durante la mia visita alla mostra, ho scoperto uno spazio dedicato proprio agli usi e ai riferimenti alle sue opere in contesto pubblicitario e cinematografico… e ce n’era davvero di tutti i colori! Dai cartelloni pubblicitari di HSBC Insurance a scene dei film Inception di Christopher Nolan, Shining di Stanley Kubrick e Labyrinth di Jim Henson. Ora potremmo aggiungere alla lista anche il nostro amato, chiacchieratissimo Squid Game!

Dettaglio di un cartellone pubblicitario di HSBC Insurance
Scena del film Labyrinth di Jim Henson

“Siete davvero sicuri che un pavimento non possa essere anche un soffitto?”

– M.C. Escher 

Pensateci e capirete che è proprio vero 😉

Qual è la vostra opera preferita di Escher? Avete mai visto dei riferimenti alle sue opere in altri film o serie tv? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto, sui nostri social (FB e IG) o con una mail!

Alla prossima, 

-I.

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