Afroditelo allo specchio incontra VENERE: parliamo di body positivity

Avete mai sentito parlare di body positivity o del movimento body positive? Magari sui vostri social preferiti, come Instagram o Facebook, in qualche talk show televisivo o magari avete letto qualcosa a proposito in una rivista? E nell’arte, invece? Avete mai incontrato qualche artista che ha affrontato l’argomento attraverso il linguaggio artistico?
Noi fortunatamente sì e in questo breve articolo vi parleremo del nostro incontro con Giulia Lazzaron (artista) e Alisia Viola (curatrice), due giovanissime ragazze di Milano che, insieme, hanno deciso di parlare di body positivity sui social attraverso il progetto VENERE. Come sempre, in fondo all’intervista potete trovare un mio piccolo pensiero su queste due incredibili ragazze e sul loro progetto!


Presentazioni: chi sono Giulia e Alisia?

GIULIA LAZZARON
Nasce a Milano nel 1992, si laurea in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera. La sua formazione artistica è strettamente correlata al suo forte interesse per la Psicologia, in particolare lo studio delle opere di Carl Gustav Jung, Hillman, Marie Louise Von Franz, e in generale ad un approccio junghiano che integra nella sua ricerca attraverso il simbolo e i suoi effetti trasformativi per l’anima. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, collaborando con gallerie e istituzioni nel panorama nazionale e internazionale. Da qualche anno integra la sua ricerca simbolica con alcune tematiche body positive, per un approccio più consapevole al proprio corpo. 

ALISIA VIOLA
Nasce a Milano nel 1995, è una giovane curatrice d’arte e project manager italiana di origini spagnole. Studia Scienze dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Milano e prosegue la sua formazione con un master in Ideazione e Progettazione di Eventi Culturali all’Università Cattolica di Milano. Da sempre nutre un forte amore verso l’arte, che col passare del tempo è diventata la sua più grande passione e, oggi, il suo lavoro. Ha curato numerose mostre d’arte lungo tutto lo stivale, spaziando tra i linguaggi contemporanei più disparati. Collabora direttamente con gli artisti e con le varie istituzioni culturali private e pubbliche del territorio. La sua mission è quella di rendere l’arte accessibile all’intera collettività.

Instagram @alispurple

Parliamo di body positivity 🌷

📣 Perché proprio il tema della body positivity? Cosa significa questo tema per voi?

Giulia: Mi ha subito colpito vedere quante donne su Instagram e sui social stanno portando avanti la battaglia body positive, in tutte le parti del mondo. Mi viene in mente che nel mondo ci sono troppa bassezza, bruttura, e sofferenza, per cui non ci siano delle forze uguali e contrarie che cerchino di risolvere le stesse problematiche. Ho trovato nella body positivity uno spiraglio valido di speranza per l’accettazione di tutti i tipi di corpo e una valida risposta al body shaming che tutti, in un modo o in un altro, abbiamo vissuto. È anche un modo per non sentirsi soli di fronte a determinate problematiche.

Alisia: L’accettazione consapevole del proprio corpo è la chiave di lettura per sentirsi bene con se stessi e di conseguenza con gli altri. A volte è un fatto che viene dato per scontato, ma in realtà ci siamo accorte che questa problematica risulta ancora oggi estremamente viva e percepita. Quanto sarebbe bello riuscire a guardare ogni persona senza pregiudizi estetici e cercare di scovare la sua vera bellezza? Se ci pensiamo, tante problematiche sono derivate e derivano proprio da motivi puramente estetici e futili. Credo che la cosa più bella e più importante sia sentirsi davvero liberi di essere ciò che si è e amarsi veramente.

© Giulia Lazzaron

📣 Credete che l’arte possa avere la forza di stimolare dei pensieri in merito al tema?

A. Assolutamente sì! Tutte le arti costituiscono un vero e proprio linguaggio. L’arte visiva ha il grande potere di essere un linguaggio di immediata lettura; riesce a catturare lo sguardo del fruitore sull’opera, il quale cerca di percepirne la natura e l’essenza. Osservando le opere d’arte di Giulia Lazzaron, vi è un rimando molto forte alla tematica body positive: donne curvy e non inserite in un contesto armonico, proprio per mostrare il benessere che queste donne hanno raggiunto, in primis con loro stesse e il loro corpo.

📣 Come pensate venga trattato questo tema oggigiorno? Magari nei media o nella società in generale?

G. Da un lato è molto diffuso, dagli influencer a giornali di moda e di tendenza, soprattutto in America. In Italia è ancora un tema abbastanza sconosciuto nella quotidianità, ed è questo il motivo per cui ne ho cominciato a parlare sui social, attraverso anche la mia stessa figura e il mio corpo, “mettendoci la faccia” ed esponendo il mio corpo curvy, con fierezza. Sono felice perché da quando ho cominciato a farlo oltre ad avere ottimi riscontri da parte del pubblico (il che denota quanto sia falso lo stereotipo classico della donna alta e magra come unica portatrice di bellezza), mi sono anche sentita più forte, in grado di rispondere a possibili haters e soprattutto di andare a dormire felice e serena, senza farmi più toccare emotivamente da pensieri altrui. Comunque in Italia è un tema dibattuto anche in alcuni talk show televisivi, per cui ci sono persone a favore e persone contrarie. Consiglio comunque di seguire di più gli account ig di attivisti, se ci si volesse informare. 


Parliamo del progetto VENERE

📣 Come è nato il progetto Venere? Perché questo nome? C’è un collegamento con la divinità?

A. Il nostro progetto è piaciuto sin dai suoi esordi e di questo ne siamo estremamente fiere. I pubblici più svariati hanno avuto una forte sensibilità nel comprendere la tematica proposta. Abbiamo voluto parlare di un aspetto fortemente attuale attraverso un linguaggio artistico contemporaneo; non è stato semplice, in quanto se da una parte ancora oggi si cerca a volte di omettere l’esistenza di atti di body shaming e si pensa sia normale sentirsi inaccettati nella società in cui viviamo, dall’altra, abbiamo scelto di parlarne attraverso l’arte contemporanea, che a volte va incontro ancora oggi a numerosi pregiudizi. Non è fantastico? Due aspetti frequentemente incompresi che generano qualcosa di importante. Inoltre fanno parte del progetto diversi partner e sponsor, i quali sono stati i primi dopo di noi a credere in questo progetto.

📣 Quale pubblico pensate possa essere maggiormente interessato al progetto? Quanto è importante per voi che il progetto arrivi all’attenzione delle ragazze e dei ragazzi più giovani?

A. Non abbiamo un pubblico di riferimento, un target stabilito. Questo progetto è stato creato per arrivare ad un vasto pubblico, senza genere, età e status sociale. È fondamentale arrivi a tutti poiché la tematica è per tutti e di tutti. Tutti, dai più piccini ai più grandi, hanno il diritto di stare bene con se stessi e sentirsi belli quanto una Venere di Tiziano o di Cabanel. Giulia ha il grande dono di realizzare attraverso un segno onirico e gentile veneri contemporanee e farle sentire tali. È fondamentale che entri nei cuori dei più giovani perché sono il futuro del nostro domani e sono loro che possono davvero cambiare le cose. Il progetto nasce con un’impronta nazionale, ma non escludiamo l’idea di portarlo oltre oceano. 

Tutti, dai più piccini ai più grandi, hanno il diritto di stare bene con se stessi e sentirsi belli quanto una Venere di Tiziano o di Cabanel.

ALISIA VIOLA

Faccia a faccia con Giulia: parliamo di arte

📣 Cosa cerchi di raggiungere con il tuo lavoro di artista?

G. Il mio lavoro di artista si focalizza moltissimo sul momento presente, il qui ed ora. Non guardo al futuro e cerco di non fare troppi programmi. Mi chiedo ora, oggi, nel momento presente cosa serva a me e al pubblico, cosa penso possa servire. Ma soprattutto cerco di elaborare una mia visione della realtà, che è totalmente interiore e dedita all’anima, alla crescita e alla cura dell’anima, alla trasformazione della stessa, ad una ricerca che già gli alchimisti portavano avanti attraverso i simboli. Il mio lavoro comunque è molto intimo e poetico. Riproduco la realtà attraverso il simbolo e non è una realtà razionale. È una realtà anche onirica. Tengo a sottolineare che ogni simbolo ha un significato per la mia crescita spirituale e il fare arte non può assolutamente essere scollegato dalla mia stessa vita. È la mia vita, ed è un mio secondo modo di comunicare. Il cosa, dipende dal momento, dal periodo storico, da diversi fattori.

📣 Come vengono realizzate le opere?

G. Le mie opere sono frutto di sperimentazioni e di ricerca. Ultimamente dopo il primo lockdown ho cominciato a realizzare disegni digitali, ma al contempo scatto fotografie digitali e analogiche (utilizzando spesso il prisma a base triangolare e modificando chimicamente i rullini), realizzo anche grafiche più tradizionali quali acquaforte a tiratura limitata, e incisioni dirette su carta fotografica. La mia ricerca si fonda quindi sul segno e sul disegno, evoluto poi in pezzi unici e di ricerca e sperimentazione. Ultimamente sto progettando anche una capsule collection di carte da parati. Ci tengo a ringraziare gli sponsor del progetto: Posterland per quanto riguarda la produzione delle opere foto-grafiche, Stile Pc per la parte più digitale (sito web), Alberto Douglas nave per la parte di design, fotografia e video, Il punto edile srl e Stefano Delta, cantautore italiano con cui ho collaborato anche in passato per la realizzazione della copertina di un album. Sono tutti amanti reali dell’arte e hanno creduto in questa tematica body positive.

📣 C’è un artista in particolare a cui ti sei ispirata?

G. Mi sono ispirata a diversi artisti, a partire da Paul Klee e Kandinsky per quanto riguarda la mia formazione, fotografi giapponesi come Rinko Kawauchi, o egiziani come Basim Magdi, le miniature orientali e occidentali, Hokusai, Hiroshige, Kuniyoshi e tutta la stampa d’arte orientale. Sono davvero tante le mie ispirazioni e continuano ad esserci. Mi sono ispirata molto anche al Libro Rosso di Carl Gustav Jung, e in generale sono sempre alla ricerca di nuove ispirazioni. Anche alcuni illustratori contemporanei americani e orientali hanno fatto la loro parte nella mia ricerca. Insomma, riconosco la qualità ed è quella che mi ispira. Che sia artistica, letteraria, o filosofica. La qualità e la genialità mi fanno estasiare ed esaltare e soprattutto, mi fanno venire voglia di fare!

Cerco di elaborare una mia visione della realtà, che è totalmente interiore e dedita all’anima, alla crescita e alla cura dell’anima, alla trasformazione della stessa, ad una ricerca che già gli alchimisti portavano avanti attraverso i simboli.

GIULIA LAZZARON

Approfitto della chiusura dell’articolo per ringraziare Giulia e Alisia per averci rilasciato quest’intervista. È stato molto bello entrare in contatto con loro e poter scambiare qualche chiacchiera su questo argomento. Le nostre due realtà, quella di Afroditelo e di VENERE, si sono incontrate e, come piace dire a me, si sono “viste allo specchio”: due progetti che condividono l’interesse per la stessa figura, quella di Afrodite/Venere, si sono incontrati e hanno unito le forze per “sharare” un messaggio importante! Come sapete, Afroditelo nasce con l’obiettivo di condividere messaggi positivi e quale messaggio può essere più bello di un messaggio d’amore? Un amore per se stessi… un amore che parte da dentro di noi per arrivare agli altri.

Consiglio vivamente a tutti voi di dare un’occhiata al progetto Venere e alle opere di Giulia. Vi assicuro che una volta che le avrete viste, capirete di cosa sto parlando.

Hai qualche progetto da proporci? Mandaci una mail o contattaci sui nostri social 💌
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Immagini courtesy Giulia Lazzaron

#sharalamore #sharalacultura
– MC.

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