Domenica 27 marzo c’è stata la Notte degli Oscar e come non parlare del film che, oltre a essere da settimane tra i più chiacchierati, ha anche aggiunto un tassello al progresso? Esatto! Sto parlando di CODA – I SEGNI DEL CUORE (per chi non lo sapesse, CODA è l’acronimo di Children Of Deaf Adults: figli di adulti sordi), la rivisitazione americana dell’acclamato film francese, La Famiglia Bélier(2014).
Di cosa parla? Di una situazione che vivono tantissime persone: essere figl* udenti di genitori sordi, e, di conseguenza, avere il compito, a volte gravoso, di fare da ponte tra la cultura udente e quella sorda. Se queste parole vi risultano completamente nuove, non posso che consigliarvi di andare a guardarvi entrambi i film. Intanto, ecco a voi un riassunto delle due trame:
La famiglia Bélier (2014)
È ambientato in Francia e la protagonista, Paula (interpretata da Louane Emera), figlia di Gigi e Rodolphe Bélier e sorella di Quentin, è l’unica udente della famiglia. Si ritrova, quindi, a dover lottare per bilanciare il suo ruolo di studentessa con quello di aiutante nella fattoria di famiglia. Tutto sembra abbastanza tranquillo, fino a quando, nel pieno dell’adolescenza, non si rende conto di non poter più ignorare la sua passione per la musica.
CODA (2021)
È ambientato negli Stati Uniti e la protagonista, Ruby (interpretata da Emilia Jones), figlia di Jackie e Frank Rossi e sorella di Leo, è l’unica udente della famiglia. Anche lei, come Paula, si è trovata ad assumere questo ruolo di ponte tra la sua famiglia e la società, aiutando nell’attività di pesca. La scuola per un’adolescente non è (quasi) mai facile, ma per lei, in qualche modo, è diverso. Come Paula, anche Ruby ama la musica, e si rendere conto di non poterne più fare a meno.
Ma, avete ragione, queste sono informazioni che potete trovare ovunque nel magico mondo dell’internet, e quindi che ve le dico a fare? Per darvi le fondamenta per capire ciò che sto per dire! Si tratta di due film che hanno contribuito a mettere in luce una situazione vissuta da moltissime persone, spesso ignorata dalla società. Inoltre, evidenzia un fatto non più trascurabile: ESISTE LA CULTURA SORDA! Ebbene sì, avete presente tutte le battute, presenti nei due film, che vi fanno sorridere e storcere un po’ il naso?
Ecco qualche esempio (attenzione, contenuto esplicito):
Gigi: “ho la vagina in fiamme, ho funghi dappertutto e a te non importa?”
Rodolphe: “li prendo uno a uno e li faccio trifolati quei funghi”
La famiglia Bélier (2014)
Frank: “guarda tua madre! È focosa! Come faccio a controllarmi?
CODA – I segni del cuore
[…]
Jackie: “dovete usare il preservativo, ok?”
Frank: “mettere l’elmetto a quel soldato”
Ecco, queste battute sono solo un piccolo esempio di una delle moltissime differenze tra cultura udente e sorda: nella cultura sorda sono presenti (in genere) molti meno tabù, e le conversazioni che a noi udenti fanno spesso sentire a disagio sono invece normale amministrazione.
Ora, però, è il turno del tasto dolente. Non fraintendetemi, sono super contenta del passo avanti che è stato fatto: Troy Kotsur è il secondo attore sordo a vincere un Oscar, dopo Marlee Matlin, che qui interpreta mamma Jackie, premio Oscar alla migliore attrice protagonista per Figli di un dio minore (1986).

Tuttavia, concordo con l’articolo scritto dalla mia collega Letizia (se non l’avete ancora fatto, correte a leggerlo CLICCANDO QUI). Sì, perché, come avrete potuto immaginare leggendo le trame dei due film, non solo è il remake de La famiglia Bélier, ma è la sua copia esatta, senza (quasi) nessun cambiamento o elemento originale. Perciò, avrei preferito di gran lunga che lo stesso riconoscimento e la stessa enorme risonanza fosse stata riconosciuta all’originale, e non alla copia. Certo, La famiglia Bélier, al tempo, aveva ottenuto cinque nomination ai César e il premio migliore attrice emergente a Louane Emera, cinque nomination agli Oscar e, anche lì, il premio di miglior attrice esordiente a Louane Emera; nonstante tutto, il film non aveva avuto, ai tempi, la risonanza che avrebbe meritato.
Un complimento a CODA devo però proprio farlo: ha coinvolto più attori sordi rispetto a La famiglia Bélier. Sì, perché, mentre ne La famiglia Bélier l’unico attore sordo è Luca Gelberg (Quentin Bélier) in CODA gli attori sordi sono tre: oltre ai già citati Troy Kotsur e Marlee Matlin, anche Daniel Durant, che interpreta il ruolo di Leo Rossi, è sordo; in sostanza, tutti i personaggi sordi sono interpretati da sordi, e questo è un grande step.
Quindi, qual è la mia conclusione? In poche parole: bene ma non benissimo, un film che avrebbe davvero meritato tutti questi premi e risonanza, sarebbe dovuto essere l’unione dell’originale francese e del remake americano: cast di sordi e originalità (e magari anche un po’ più di accessibilità), tutto in un unico film!
Fatemi sapere se avete guardato uno (o entrambi) i film e, sopratutto, cosa ne pensate!
Ps: se non l’avete ancora visto recuperatevi anche Figli di un dio minore, a me è piaciuto molto.
Francesca
Immagine copertina di MUBI© (https://mubi.com/films/coda-2021)
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7 Aprile 2022 alle 17:48
la Famiglia Belier è veramente bellino, a me piacque nn poco^^
ecco, forse nella canzone finale la ragazza in un punto forse stona un poco
il remake nn conto di guardarlo
7 Aprile 2022 alle 18:21
Sì, diciamo che anche “la famiglia bélier” ha i suoi punti “deboli”, ma se non altro è stato l’originale e ha portato alla luce un tema molto importante! Il remake è la semplice copia fatta con attori americani, e i suoi punti di forza non sono sufficienti per poterlo equiparare all’originale, almeno dal mio punto di vista