©️goodreads

Ehi tu: lettoræ appassionatæ! Sì, dico proprio a te: riesci a ricordare qual è stato il libro che ti ha fatto appassionare alla lettura? Io sì, è stata la collana di Fairy Oak (di Elisabetta Gnone). Avevo 11 anni circa, in un supermercato c’erano dei libri super scontati; tra questi, la mia curiosità è stata catturata da un librone con due bambine sulla copertina: era la trilogia che racconta le storie di Vaniglia e Pervinca, due sorelle che vivono in un mondo abitato da persone con poteri magici… e non. In breve, me ne sono appassionata, ho letto tutta la collana e da allora non ho più smesso di leggere (più o meno). Ma tutto questo cos’ha a che fare con il titolo di questo articolo?

Da allora, ho letto libri di (quasi) ogni genere: dalle (auto)biografie, ai romanzi, ai libri storici e chi più ne ha più ne metta. L’ultimo anno di liceo, mentre ero in biblioteca, mi è caduto l’occhio su un libro fantasy: La ragazza drago, di Licia Troisi, e la mia memoria è subito tornata a quella collana che tanto mi aveva appassionata. Ho provato a leggerlo: me ne sono innamorata subito. Ho letto tutta la collana, e ancor prima di finirla avevo già guardato decine di volte la lista di libri scritti dalla stessa autrice: mi appassionava talmente tanto e rimanevo così assorta dal suo stile di scrittura, che avevo già deciso di dover leggere tutti i libri scritti da lei. È così che ho scoperto che il primissimo libro che ha pubblicato è stata proprio “Nihal della terra del vento” (2004).

Dopo questa lunghissima premessa, potete capire come mai, quando ho visto uno sconto sul volume che unisce i quattro libri de le Cronache del mondo emerso, non ci ho pensato due volte e l’ho subito fatto diventare mio. Affascinata dalle oltre 1000 pagine, me lo sono letteralmente divorate.

©️kobo

Ma arriviamo al punto. La collana racconta la storia di Nihal (grazie a Graziella), che vive nella terra del vento (e grazie al carro) insieme a suo padre Livon. Passa le sue giornate a guardarlo lavorare alle sue magnifiche spade e a giocare alla guerra con i suoi amici. Sogna di poter diventare, un giorno, un potentissimo guerriero. Per lei la guerra è una realtà: il Tiranno sta cercando (e ci riesce fin troppo velocemente) di conquistare tutte le terre libere rimaste fuori dal suo controllo, ma è una realtà ancora lontana. Purtroppo, diventa sempre più vicina, fino a che Nihal non si trova faccia a faccia con il suo “sogno” e realizza molto presto che sarebbe stato meglio se fosse rimasto tale.


Nonostante abbia sempre saputo di non essere proprio uguale uguale agli altri abitanti del mondo emerso, nella Terra del Vento i suoi capelli blu, gli occhi viola e le orecchie appuntite non avevano mai creato problemi. Tuttavia, a partire dall’accademia e dalle prime battaglie, Nihal comincia a capire veramente cosa rappresentino questi tratti. Inoltre, lei VUOLE diventare cavaliere di drago: difendere gli innocenti dall’alto di una di queste possenti creature che creano un legame unico con il loro cavaliere. Sottolineiamolo di nuovo: cavaliere. Sì, perché le donne mica possono andare in battaglia, perché dovrebbero? Eppure, a Nihal combattere sul campo sembra naturale, e lotta per poterlo fare. Ben presto, anche chi le ha messo i bastoni tra le ruote, è costretto a ricredersi, tanta è la sua abilità con la spada.

In quattro libri ricchi di alti e bassi, lotte, tormenti interiori, e legami d’amicizia fondamentali, Nihal porta avanti la sua battaglia contro il Tiranno, per difendere gli innocenti e vendicare chi è finito sotto il gioco del malvagio.

Devo ammetterlo, non tutti i libri mi hanno coinvolta come il primo. Ma considerando che, spesso, i libri successivi al primo sono un flop, sono certa che possiamo dire che l’obiettivo di Licia Troisi di rendere ogni libro unico è stato raggiunto.

Ora non mi (e vi) resta che proseguire con la lettura delle altre collane!

– Francesca

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