Musicoledì: il Turbofolk

In un’ ex Jugoslavia degli anni Novanta le profonde tensioni interne fanno scoppiare la – purtroppo – ormai celebre guerra civile nei Balcani. Povertà, crisi sociale e scontri sanguinosi hanno caratterizzato questo periodo storico che molto spesso non viene raccontato, come se fosse stato dimenticato dai manuali di storia. Ma noi oggi lo vogliamo ricordare, soprattutto dal punto di vista musicale.
Durante una guerra civile in cui le tensioni storiche ti mettono contro addirittura i tuoi vicini di casa, che musica ascolti?
Cercheremo di rispondere a questa domanda, raccontandovi la nascita di quello che ancora oggi è un genere musicale molto apprezzato nei paesi balcanici: il Turbofolk.

Tranquilli, se non lo avete mai sentito o vi state chiedendo se questo nome sia reale, è normale. Nessuno o in pochi ne hanno parlato. Ma per vostra fortuna c’è Afroditelo a tenervi aggiornati!
Tornando a noi, il Turbofolk è un genere che nasce in Serbia ( poi si allargherà anche nelle altre repubbliche dell’ex Jugoslavia) e è frutto di un lavoro preciso di esperti di cultura e immagine di quegli anni, che insieme a Milošević hanno voluto creare un genere musicale in grado di controllare la popolazione, rendendolo un perfetto mezzo di propaganda. La parola nasce dall’unione delle parole Turbo e Folk, che stanno a significare la velocità e la musica tipica degli anni Novanta (come l’hip hop o la techno house) e la musica tradizionale dell’ex Jugoslavia, in questo caso più specificatamente della Serbia.  

La parola nasce dall’unione della parola Turbo e Folk, che stanno a significare la velocità e la musica tipica degli anni Novanta (come l’hip hop o la techno house) e la musica tradizionale dell’ex Jugoslavia, in questo caso più
specificatamente della Serbia.  


La caratteristica che lo ha reso un perfetto mezzo di propaganda è la capacità di creare modelli di riconoscimento per la cultura di massa, in maniera particolare per le sottoculture giovanili, essendo quelle più influenzabili data l’assenza di modelli educativi. Grazie a questa caratterizzazione molto forte, il Turbofolk aveva la capacità di continuare a trasmettere messaggi di violenza, aggressività e di accettazione di attività criminale. In aggiunta, oltre a queste caratteristiche che si legano più alla sfera maschile, anche le donne nella cultura del Turbofolk erano sessualmente oggettivizzate, ridotte all’ obiettivo primario di soddisfare l’uomo in tutte le sue richieste. Si conferma così una società prettamente maschilista, che la donna accetterà creando la sua identità sui desideri dell’uomo ( strano!).

Si conferma così una società prettamente maschilista, che la donna accetterà creando la sua identità sui desideri dell’uomo

Fatto ancora più interessante è che Milošević per riuscire a divulgare al meglio questo nuovo genere musicale crea una sua emittente televisiva che trasmette solo Turbofolk(!). Il suo nome era Tv Pink (vi suona trash? Per me è il nome più trash che potesse scegliere, ma vi assicuro che si chiamava proprio così!). Tra l’altro, era sua moglie a tenere le redini di questa nuova nuova stazione Tv, in modo tale che tutto rimanesse sotto il controllo di chi era più vicino di Milošević. Tutti i giorni venivano trasmessi  videoclip musicali con al centro le star del Turbofolk che negli anni sono finiti con l’avvicinarsi sempre di più alle movenze e agli outfit occidentali, e che cantavano testi come quello che trovate qui sotto ( si tratta di una canzone del gruppo musicale Moby Dick) :

Tonight, that made me sin, baby / I killed a man for you / where will you go now when he was your friend / I don’t know what happened to make you go in to the darkness with him when you know it is easy for me to drag a gun for such a shame / Boom boom Bang, straight to the heart / Boom boom bang, it should hurt you as it hurt me.

Questo vi fa capire come i testi siano molto espliciti e, allo stesso tempo, molto violenti.

Di cose sul Turbofolk ce ne sarebbe ancora da dire, ma non mi dilungo oltre. Immagino però che una domanda che potrebbe sorgere spontanea sia: che fine ha fatto oggi il Turbofolk?
Il ruolo che ha oggi, a trent’anni di distanza, si dirama in diversi punti di vista. C’è chi lo riconosce come promemoria della guerra e chi lo vede invece come un riconoscimento identitario. Comunque sia, che lo si odi o lo si ami, nelle notti dell’est Europa il Turbofolk riecheggia ancora, riprendendo tendenze occidentali, ormai spogli della base nazionalista.

Spero di avervi incuriosito un po’ su questo genere musicale perlopiù sconosciuto, vi lascio il link della canzone che secondo secondo me emblematica che ha come protagonista la cantante Ceca che per capirci è la Laura Pausini del Turbofolk.

©Svetlana Ceca Raznatovic


R.

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