È una verità universalmente riconosciuta che, al manifestarsi della parola “Valsugana”, nella testa di un qualsiasi soggetto provvisto di apparecchio televisivo si materializzi il celebre slogan «bella, buona, sana…». E, ammettiamolo pure, la polenta in Valsugana è una vera prelibatezza…ma vi farà senz’altro piacere sapere che questa verde valle trentina spicca per mille altre talentuose accezioni; una su tutte? La cultura.

Anzi, la Cultura – con una C maiuscola che brilla come una luminosa insegna a neon – perché a Pergine non scherzano: dal 1976, infatti, la cittadina di Pergine ospita l’eclettico e ormai affermatissimo Pergine Festival. Nato quarantasei anni fa come Pergine Spettacolo Aperto, questo festival si è evoluto negli anni fino a diventare un vero e proprio punto di riferimento in Trentino per lo spettacolo dal vivo e le pratiche performative sperimentali.  Inoltre, Pergine Festival 2022 ha inaugurato un nuovo percorso artistico triennale che si focalizza sul rilancio della cultura, sul sostegno agli artisti e ai processi di ricerca: insomma, Pergine Festival punta proprio Verso l’Infinito e oltre, come direbbe Buzz Lightyear!

PERGINE FESTIVAL 2022: COSA NE PENSA IL TEAM AFRODITELO?

Era la nostra prima volta alla kermesse valsuganotta, e le nostre aspettative non sono state deluse. Anzi, ad essere proprio sincere, siamo rimaste particolarmente stupite dall’insolita cornice di questo tripudio culturale: la cittadina che per noi, fino a qualche giorno fa, rappresentava solo la terza città per popolazione della provincia di Trento, si è rivelata essere il centro pulsante di una cultura contemporanea in continuo mutamento e dallo sguardo aperto sul mondo.

Un festival grande per dimensioni e vedute, mai timido nell’associarsi alle più innovative e peculiari performance (n.b. da leggersi esclusivamente PEFFOMANS à la Virginia Raffaele), che esprime a testa alta una forte volontà di innovarsi, scoprire, diffondere, ricercare lo stupore e la meraviglia, emozionare.

Pergine Festival è, secondo noi, un festival che vale la pena di essere vissuto in tutte le sue sfumature. E, volendo proprio sbilanciarsi del tutto: questo piccolo-grande festival non ha nulla da invidiare ai grandi festival europei: nei sedici giorni dell’edizione 2022 si è potuto, infatti, respirare arte a 360° proveniente dal panorama internazionale.


PERGINE FESTIVAL 2022: COSA ABBIAMO VISTO?

Durante un paio di giornate intensive da ospiti del Pergine Festival 2022 abbiamo avuto l’occasione di assistere a cinque performance molto diverse tra loro. Ve le riassumiamo e commentiamo brevemente qui sotto, sperando di invogliarvi a prendere parte alla prossima edizione del festival.

DISCLAIMER: Non siamo sicure di avere compreso – e dunque apprezzato – appieno tutte e cinque le performance, ma una cosa è certa: come cita il romanzo Eleanor & Park (2013) di Rainbow Rowell: «l’arte non dovrebbe sembrare carina, dovrebbe farti sentire qualcosa». Sicuramente, ognuna di queste pratiche pratiche performative ci ha lasciato qualcosa.

Ombelichi tenui: ballata per due corpi nell’aldilà

Di e con Filippo Porro e Simone Zambelli

Pergine Festival 2022: spettacolo Ombelichi Tenui di Filippo Porro e Simone Zambelli, Vincitore di Supernova 2022,
Filippo Porro e Simone Zambelli, Ombelichi Tenui | ph. credits Giulia Lenzi

La danza, certo, è movimento, espressione, emozione…ma è anche incontro, scontro, accompagnamento, riconoscimento e abbandono, come le cinque fasi che scandicono la performance di Filippo Porro e Simone Zambelli. Vincitore di SUPERNOVA 2022, Ombelichi Tenui è uno spettacolo rivoluzionario incentrato sulla ricerca dell’identità ed il senso della perdita di qualcuno. Il corpo umano, dalla camminata alla danza, è il principale protagonista della performance e viene utilizzato in un modo che risulta intenso, incisivo, assolutamente magnetico. Ne nasce una bella e profonda riflessione sul tema della morte, punto di non ritorno dell’allontanamento. Potente, bellissimo. Ci è piaciuto tantissimo.

Augmented me


di Mahnaz Esmaeli con Bruna Cerasa

Bruna Cerasa nello spettacolo di danza Augmented Me, cultura trentina a Pergine Valsugana
Bruna Cerasa, Augmented Me | ph. credits Elisa Vettori

Altro vincitore di SUPERNOVA 2022 è Augmented me, performance che mescola con grande maestria e in modo curioso e innovativo la danza ai new media. Bruna Cerasa ,la protagonista umana, è avvolta in una scenografia interattiva che è, a tutti gli effetti, la sua co-protagonista. Luci e proiezioni sono causa, effetto e racconto della ricerca di sé, una narrazione che non ha nulla di convenzionale, e che lascia molto spazio alla dimensione emotiva. Ammaliante, una Bruna Cerasa magistrale, un uso pazzesco della scenografia (personalmente mai visto prima): non il nostro preferito della rassegna, ma sicuramente audace e incisivo.

S-Velare Paesaggi: Lato B


progetto di Luca Stefanelli

Luca Stefenelli e il trekking culturale nei boschi della valsugana
Luca Stefenelli, S-velare Paesaggi Lato B| ph. credits Elisa Vettori

Ci siamo perse S-Velare Paesaggi Lato A (tappa che ha visto i partecipanti percorrere i paesaggi del Conoide di Susà), ma mentre passeggiavamo tra  sentieri e boschi chiacchierando amabilmente con la direttrice artistica del festival Carla Esperanza Tommassini e il faro luminoso dell’Ufficio Stampa Daniele Santuliana, abbiamo realizzato che eravamo veramente felici di partecipare alla seconda tappa del progetto di Luca Stefenelli.

Questo percorso di trekking ha condotto il gruppo di partecipanti da Nogaré alla Località Buss (770 m di altitudine), accompagnandoci in una scoperta di fatti e curiosità sul paesaggio magnifico che ci circondava. Quante volte passeggiamo in un luogo bellissimo senza fare caso realmente a cosa ci sta intorno? Quante volte visitiamo un posto senza davvero chiederci che cosa sia successo e stia succedendo lì? Luca Stefenelli ci ha svelato il paesaggio e ci ha messi in contatto con la natura – e no, non in senso hippie o particolarmente spirituale – semplicemente ci ha resi consapevoli del tesoro che abbiamo davanti e che dobbiamo assolutamente custodire e sostenere, specialmente considerando l’allarme ambientale. Bellissimo.

La Buca di Leonardo Delogu – DOM


con Loredana Canditone, Giuseppe Vincent Giampino, Marta Olivieri e i/le partecipanti al laboratorio

La Buca a Pergine Festival 2022, paesaggi trentini
durante la performance itinerante La Buca| ph. credits Elisa Vettori

Avete mai visto il film Picnic ad Hanging Rock – il lungo pomeriggio della morte? Un gruppo di collegiali va a fare un picnic nei pressi di una formazione rocciosa. Tre ragazze si allontanano, e solamente una di loro verrà ritrovata qualche giorno dopo, sconvolta e senza memoria. Le altre sono precipitate nella buca. Che voi l’abbiate visto o meno, sappiate che questa performance itinerante si rifà, in modo esplicito, a questo film del 1975. Il tema centrale di questa performance, frutto di una residenza artistica, è la buca in tutte le sue declinazioni. La buca può essere di conformazione fisica, ma è anche mentale (basti pensare al significato che assume in Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll). La performance parte da un picnic fisico in una palestra e poi, dopo una marcia scandita da musica esoterica, termina in una vera e propria buca naturale, incarnazione urbana della tensione dei tempi. Che sia sperimentale non c’è dubbio, ci si chiede se magari non lo sia in modo eccessivo. Non sappiamo se abbiamo colto appieno, ma sicuramente durante le due ore di performance sono nate importanti riflessioni.

Tea For Five: Opium Clippers


di Neja Tomšic, con Neja Tomšic e Silvia Viviani

Neja Tomšic e Silvia Viviani, Tea for five: Opium Clippers| ph. credits Elisa Vettori

Anche se si fosse trattato semplicemente di una cerimonia del tè cinese, questa performance sarebbe stata super. Se poi contiamo che, in un’atmosfera intima, a questa particolare cerimonia le bravissime Neja Tomšic e Silvia Viviani hanno affiancato un racconto originale e coinvolgente di episodi della storia cinese relative alle rotte del commercio del tè e dell’oppio…Beh, dobbiamo proprio ammettere che ci hanno veramente conquistate. Il servizio da tè cinese – pitturato minuziosamente a mano da Tomšic – custodisce la storia di un legame, quello tra tè e oppio, che superando i confini di tempo e spazio irrompe rumorosamente nella storia del mondo contemporaneo: un mondo che è, specialmente in America, schiavo della droga.
Uno spettacolo coinvolgente, che con eleganza e originalità ci guida verso la presa di coscienza di politiche economiche e governative dai risvolti decisamente sinistri.


Se siete curiosi di saperne di più su Pergine Festival, vi invitiamo a visitare la loro pagina web (clicca qui). Grazie Pergine Festival per questa positiva ed energizzante ondata culturale,
Ci vediamo sicuramente il prossimo anno!


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