Correva l’anno 1948 quando, dalla prolifica penna dello scrittore britannico George Orwell, nacque il romanzo distopico che avrebbe cambiato per sempre la letteratura… e non solo. 1984 (Nineteen eighty-four) nasce da una necessità di denuncia degli effetti annientanti delle politiche dittatoriali che hanno afflitto la prima metà del Novecento.

Winston Smith, il protagonista, vive nel terrore suscitato dalla consapevolezza di essere costantemente osservato da un regime dittatoriale estremista guidato dall’iconico Grande Fratello, un’entità onnisciente e a tutti invisibile, ma allo stesso tempo onnipresente, e capace di dettare legge all’interno della società attraverso il famigerato slogan IL GRANDE FRATELLO VI OSSERVA” (lett. “BIG BROTHER IS WATCHING YOU”).

La realtà alternativa dipinta da Orwell ricostruisce con estrema accuratezza i drammatici eventi vissuti dalla popolazione durante i due conflitti mondiali, ma si spinge ben oltre: contrariamente alle intenzioni dell’autore, questo romanzo riesce, con una profeticità inquietante, ad anticipare la condizione nella quale – inconsapevolmente, forse – viviamo oggi. Ad illustrarci i rischi e le problematiche legate alla dittatura del digitale provvede The Social Dilemma (2020), docufilm americano targato Netflix e diretto da Jeff Orlowski (Frame by Frame, Chasing Ice, etc).

Ecco il trailer:


“Nulla che sia grande entra nella vita dei mortali senza una maledizione”

SOFOCLE

È con questa minacciosa citazione che si apre The Social Dilemma, potpourri di testimonianze di ex-lavoratori dei più grandi brand di Social Network. Da Google a Facebook, passando per Twitter e Instagram, tutti questi spazi virtuali sembrano operare mascherando la loro reale intenzione: quella di lucrare servendosi delle identità e delle interazioni tra i propri utenti. Quello che avete visto finora in Black Mirror non è il frutto della mera inventiva di talentuosi sceneggiatori, bensì poggia le sue basi su dei dati molto reali.

Quante volte, per esempio, diamo il consenso al trattamento dei nostri dati senza prima leggere la (snobbatissima) informativa sulla privacy?
E quante volte, come per magia, veniamo bombardati da pubblicità di prodotti legati alle nostre attività online e ai nostri interessi?

Il Grande Fratello sembra osservarci ancora, nonostante i 72 anni che ci separano dalla sua invenzione. Nemmeno questa volta siamo in grado di attribuirgli un volto, ma possiamo intercettarne lo sguardo ogni volta che twittiamo un pensiero o postiamo un nostro selfie. Viviamo quasi tutti ormai dentro il nostro personale Truman Show, in attesa che qualcosa – o qualcuno – ci faccia notare quanto manipolata sia la realtà nella quale siamo immersi.

Come tutti gli strumenti, internet ha potenzialità e lati oscuri. L’accanimento di The Social Dilemma nel volerne sottolineare con esagerata drammaticità solo pericoli e punti ciechi è ciò che meno mi ha convinto. Da persona che utilizza regolarmente i social e cerca di sfruttarne le capacità, trovo che sia responsabilità dei singoli utenti quella di individuare una linea di confine tra l’uso e l’abuso. Se è vero che su uno dei piatti della bilancia è importante il peso di fake news, dipendenza da social, isolamento e conseguenze psicologiche, è innegabile che l’avvento dei Social Network abbia positivamente rivoluzionato l’interconnessione e la diffusione di notizie e cultura.

Non imperdibile ma, forse, una visione necessaria per acquisire un po’ di consapevolezza.


Durata: 94 min
Genere: docu-drama
Regia: Jeff Orlowski
Paese di Produzione: USA
Afrodiciamo: 2.5/5

Immagine di copertina © imdb

-M.