Buongiornissimo poetico #4

Buongiornissimo, poesia? ☕️


Oggi mi sento avventurosa.
Voglio provare qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso. Questo venerdì di novembre, ennesimo giorno d’implacabile incertezza, voglio varcare con voi il confine e abbattere il muro sottile che separa musica e letteratura.

I puristi negheranno o storceranno il naso, però io, in tutta onestà, sono sempre stata convinta che ci sia un legame fortissimo che lega la poesia alla musica. Il controverso Nobel alla Letteratura a Bob Dylan nel 2016 costituisce solo la punta dell’iceberg di una discussione che va avanti da anni – forse, addirittura, da secoli.

Amando entrambe le discipline, mi sono interrogata svariate volte sulla questione, ma dalle mie domande è emersa sempre più forte la convinzione che ci siano diverse porte nella parete che divide queste due arti.
Ci sono canzoni i cui testi sono, innegabilmente, delle poesie molto toccanti. E non dobbiamo neanche andare oltreoceano per trovare qualche esempio calzante, perché il cantautorato italiano – con i suoi De André, Gaber, Guccini, Consoli, etc – è l’emblema di questa fusione.

Ho trovato ulteriori conferme venerdì scorso, ascoltando con gli occhi chiusi e il cuore pieno Padroni Di Niente, l’ultimo album di Fiorella Mannoia. In particolare, sono rimasta stregata dall’inconfondibile mano di Amara, autrice del brano che dà il nome all’album.

Dopo il successo delle spettacolari Che Sia Benedetta e Il Peso del Coraggio, il fenomenale sodalizio Mannoia/Amara (all’anagrafe Erika Mineo) ci regala questi potentissimi versi:

PADRONI DI NIENTE
Fiorella Mannoia

Padroni Di Niente

Passa, certo che passa
il tempo cammina e lascia la sua traccia
disegna una riga sopra la mia fronte
come se fosse la linea di un nuovo orizzonte
cambia la mia faccia cambia
cambia la mia testa, il mio punto di vista
la mia opinione sulle cose e sulla gente
cambia del tutto o non cambia per niente

E poi e poi e poi
sarà che quando penso di voler cambiare il mondo
poi succede che è lui che invece cambia me
e poi e poi e poi
sarà che quando penso di voler salvare il mondo
poi succede che è lui che invece salva me

Passa, è certo che passa
l’uomo cammina e lascia la sua traccia
costruisce muri sopra gli orizzonti
stabilisce confini, le leggi, le sorti
sbaglia, sbaglia chi non cambia
chi genera paura, chi alimenta rabbia
la convinzione che non cambierà mai niente
è solo un pensiero che inquina la mente

E poi e poi e poi
sarà che quando penso di voler cambiare il mondo
poi succede che è lui che invece cambia me
e poi e poi e poi
sarà che quando sento di voler salvare il mondo

poi succede che è lui che invece salva me

C’è che siamo padroni di tutto e di niente
c’è che l’uomo non vede, non parla e non sente
qui c’è gente che spera in mezzo a gente che spara
e dispera l’amore
qui c’è chi non capisce che prima di tutto
la vita è un valore
e se fosse che stiamo davvero sbagliando
e facendo il più brutto dei sogni mai fatti
e se fosse che stiamo soltanto giocando
una partita di scacchi tra il nero ed il bianco, il nero ed il bianco

e poi e poi e poi
sarà che quando penso di voler cambiare il mondo
poi succede che è lui che invece cambia me
e poi e poi e poi
sarà che quando sento di voler salvare il mondo
poi succede che è lui che invece salva me

C’è che siamo padroni di tutto e di niente
c’è che l’uomo non vede, non parla e non sente
qui c’è gente che spera in mezzo a gente che spara
e dispera l’amore
qui c’è chi non capisce che prima di tutto
la vita è un valore
la vita è un valore


Amara scrive Padroni di Niente durante il primo lockdown, quando la vita ci appariva più rosea: ci davamo appuntamento sui balconi a cantare con la mano sul cuore, appendevamo alle finestre arcobaleni e “andrà tutto bene”, promettevamo abbracci ai nostri cari distanti, imperversava la febbre dei lievitati e ci ripromettevamo che ne saremmo usciti migliori. Questa filosofia positiva sembra essere passata di moda ormai. Probabilmente perché era molto superficiale: dovremmo riprenderla in mano, raffinarla e crederci veramente.

Amara ci invita a non perdere la speranza, a non crogiolarci nell’incertezza. Ci incoraggia a riflettere sulla situazione e a prendere in mano le redini, perché nella situazione vulnerabile in cui ci troviamo ora: “sbaglia chi non cambia” perché “la convinzione che non cambierà mai niente è solo un pensiero che inquina la mente.”

” Siamo padroni di tutto e di niente.”
È la considerazione che, quest’anno, siamo arrivati a trarre tutti noi, quando ci siamo ritrovati impotenti e impreparati di fronte all’imprevisto. Magari avevamo bisogno di una strigliata. Le cose non possono più continuare così, non abbiamo più tempo, e la natura ci sta dimostrando da molto ormai di aver perso la pazienza.

L’ottimismo di Amara verso il futuro mi porta a pensare che dalla paura potrebbe nascere qualcosa di buono, se siamo disposti a lottare per farlo. Certo, dobbiamo avere – come cita un’altra canzone della Signora della musica italiana“più speranza che paura”. E, per inciso, la speranza non basta.

“Ci siamo resi conto che è bastata una piccola entità biologica per mettere in ginocchio l’umanità intera. Noi che ci siamo sempre sentiti padroni di tutto, ma invece…”

fiorella mannoia su ‘Padroni di niente’

Invece, di fatto, siamo padroni di niente.
Questo non significa però che dobbiamo arrenderci, anzi. Significa che ora è il momento di rimboccarsi le maniche e fare tutti, nel nostro piccolo, qualcosa per “salvare il mondo”. Non serve andare alla ricerca della tuta di Superman, bastano le piccole cose, dall’indossare la mascherina a limitare il consumo della plastica comprando un thermos riutilizzabile.


Il primo passo da compiere, però, è cambiare il nostro punto di vista: non possiamo continuare a ripeterci che “andrà tutto bene” per magia o miracolo. Dobbiamo, piuttosto, fare in modo che vada tutto bene. Sono solo quattro parole in più, ma fanno la differenza.

Immagine copertina “Padroni di Niente” Fiorella Mannoia
© foto di Francesco Scipioni
© artwork di Paolo De Francesco

A venerdì prossimo!
M.

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3 risposte a "Buongiornissimo poetico #4"

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    1. Assolutamente d’accordo con te! Non me ne intendo molto di canzone classica napoletana, ma posso parlare per i testi delle canzoni che ascolto: alcune sono vere e proprie poesie, la cui base musicale non fa che incrementarne l’emozione! Buona serata, grazie del tuo commento!

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