Buongiornissimo poetico #5

Buongiornissimo, poesia? ☕️


Oggi è una giornata grigia, anonima. Una di quelle giornate in cui le palpebre sembrano essere incollate e il piumino ti invita caldamente a non abbandonare il letto. I giorni come questo mi destabilizzano, perché fatico a trovare la determinazione per combinare qualcosa.

Di questi tempi, sta diventando sempre più facile perdersi, abbandonarsi, lasciarsi andare. Ma bisogna trovare qualcosa che ci faccia galleggiare, un appiglio che ci permetta di non soccombere ad ansie e paure. Show must go on”, cantavano i Queen. Oggi, il mio salvagente nasce dai versi di Bertolt Brecht:

Piaceri

La prima occhiata dalla finestra la mattina
Il vecchio libro ritrovato
Volti pieni di entusiasmo
Neve, il volgere delle stagioni
Il quotidiano
Il cane
La dialettica
Fare la doccia, nuotare
Musica antica
Scarpe comode
Comprendere
Musica nuova
Scrivere, piantare
Viaggiare
Cantare
Essere cordiale.


Dopo un ventennio travagliato, verso l’inizio degli anni ’50, Brecht rientra in Germania dopo l’esilio e si rimette in piedi. Accusato di alto tradimento dai Nazisti a causa della sua opposizione al regime e dei toni di denuncia delle sue opere teatrali, il poeta e drammaturgo tedesco si ritrovò a dover vagare per il mondo senza mai mettere radici. Eppure, nonostante i libri messi al rogo e il senso di smarrimento, Brecht non si perse d’animo: fu proprio in questi anni, infatti, che scrisse le sue opere più famose (Vita di Galileo, Madre Courage e i suoi figli).

Nel 1953, una volta rimpatriato e tornato attivo in teatro, il poeta trascorse l’estate al lago, godendosi la pace e la calma della vita sedentaria. È proprio in questa occasione che compose Piaceri (pubblicata nella raccolta Gedichte, 1947 – 1956).

Con questo componimento breve ed essenziale una sorta di evoluzione della filosofia classica del “CARPE DIEM” Brecht ci invita a godere dei piccoli piaceri della vita. Una lezione preziosa, che potrebbe fare la differenza nella situazione paradossale nella quale siamo, momentaneamente, impantanati.

Guardare ai piaceri quotidiani, godere delle piccole cose senza puntare alle stelle, ci fa sentire fortunati per quello che abbiamo e limita il senso di spaesamento che ci porta a sentirci piccoli e insignificanti rispetto al mondo.

Se non ne siete convinti, fate la prova del nove: stilate la vostra personale lista dei piaceri, seguendo il modello della poesia di Brecht. Io ho già provveduto a scrivere la mia, che vi lascio qui sotto.
Se volete condividere la vostra con Afroditelo, potete lasciarcela nei commenti o mandarci una mail. Vi assicuro che questo interessante esercizio ha un effetto benefico.

Piaceri (M.)

Il rumore della moka la mattina
Il profumo dei libri (vecchi e nuovi)
La fantasia dei bambini
Il sole di settembre, i tramonti rosa
Il gelato al pistacchio
Il mio cane
I film
I popcorn caldi del cinema
Il tè speziato e bollente
Il calore di un abbraccio
Scherzare in compagnia
La mia canzone del momento
La pizza, la pasta in tutti i modi
Cucinare
Le onde del mare
Amare ed essere amati.

Ps. Mi è tornata in mente una canzone molto orecchiabile che, qualche anno fa, ebbe molto successo. La ricondivido con voi perché la trovo molto calzante per il messaggio che voglio far passare oggi.

A venerdì prossimo!
M.

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