Buongiornissimo poetico #11: Franco Arminio

Buongiornissimo, poesia? ☕️


Franco Arminio, © foto: Interno Poesia

Questa mattina sono di fretta, ma volevo comunque lasciarvi qualcosa.
Qualche giorno fa mi sono ritrovata tra le mani un breve articolo del Corriere della Sera scritto dal poeta e «paesologo» Franco Arminio, intitolato: Lo scandalo della poesia è questo: mentre tutto muore, lei rimane. Ne sono rimasta molto colpita. Lo stile asciutto ed incisivo di Arminio esprime la natura radicata di una poesia viva, pulsante, destinata all’immortalità. È proprio di questi aspetti della poesia che parla il suo articolo – che per motivi di copyright non sono autorizzata a riportare, ma che vi lascio qui.

Le parole di Arminio mi hanno portata a riflettere al ruolo che la poesia gioca nella mia vita e a quanto la letteratura mi abbia influenzata e formata come persona. Proprio questa mattina, a proposito di formazione della persona, ho letto un articolo che diceva che è palese che ciò che manca più alla nostra classe politica è una formazione umanistica. Ci crescono cercando di inculcarci la convinzione che lo studio delle materie umanistiche non porti a niente. Carmina non dant panem, dicevano gli antichi. Magari in maniera diretta non saranno spesso fonte di guadagno, ma le poesie nascondono tra le pagine delle raccolte ingiallite un potere ineguagliabile.

Le mie riflessioni mi hanno portato a una poesia – dello stesso Franco Arminio – che riesce con commovente semplicità ad esprimere la forza e l’energia vitale della poesia, per ricordare ancora una volta a tutti quanti che leggere è necessario, e la poesia non è una solo “quella disciplina pallosa da imparare a memoria con la cantilena per prendere sei all’interrogazione d’italiano”. Tratta dalla raccolta L’infinito senza farci caso – Poesie d’amore (Bompiani, 2019), eccovi:

Stiamo luccicando?

La poesia
ci assicura un grado intenso
dell’essere vivi,
ci distrae dalla vita
come intrattenimento,
ci porta alla vita come amoroso
corteggiamento
col tempo che passa.
Si tratta di un’operazione fallimentare,
non c’è poesia senza fallimento,
ma nel fallimento fiammeggia l’amore.
La poesia è l’esercizio migliore
per restare sensuali:
nessun corpo è inerte,
ogni abbraccio porta doni,
ogni sguardo porta lontano.
La poesia e l’amore
sono il nostro cadere più vero
nel mondo:
stiamo luccicando prima di spegnerci.


Bonus poetico: come ho già detto non posso riportare l’articolo intero, ma voglio concludere con le parole di Arminio che più mi hanno colpita:

[…] la poesia è una vicenda serissima, la più importante delle vicende umane, perché è la più vicina a farci passare dalla morte senza farci uscire dalla vita o farci entrare nella vita senza farci passare dalla morte.

Franco Arminio, “Lo scandalo della poesia è questo: mentre tutto muore, lei rimane”, Corriere della Sera (1/02/2021)

A venerdì prossimo!
M.

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