Ci sono momenti nella vita di una comunità in cui i bisogni diventano impellenti, fremono nelle parole e nelle richieste, nella mancanza di spazi pubblici dove poter emergere. 

Ci sono linguaggi e temi, che nel tempo si trasformano, acquisiscono nuovi significati ma mantengono, nel sentire comune, una dimensione d’ombra e resistenza.

Il Festival Tabùlinguaggi politicamente non corretti, promosso dal Teatro di Villazzano, è stato un modo nuovo e coraggioso di dare voce e spazio a questi linguaggi.

Nella settimana dal 22 al 28 aprile, il Teatro ha portato sul palco e nelle sue viscere percorsi sulla sessualità, il genere, la libertà di decidere del proprio corpo. Storie e racconti che hanno dato voce ad uno dei tabù che oggi chiede, con sempre più urgenza, di essere protagonista della discussione pubblica.

Un tema che, grazie al Festival, si è proposto alla cittadinanza in un linguaggio nuovo, alternativo, riprendendosi la centralità del dibattito in uno spazio fisico dedicato e pronto ad accoglierne tutte le sue sfumature più complesse.

Beatrice Festi e Mirko Corradini, Puttana promotional still

Fra gli eventi proposti, interessante è lo studio a regia di Mirko Corradini: Puttana, interpretato dall’attrice trentina Beatrice Festi. Uno spettacolo, che è l’evoluzione di uno studio in corso. Proposto fra le mura dei camerini, porta il pubblico in una dimensione di intimità e coinvolgimento, costringendoti a stare a tu per tu con parole languide, taglienti, audaci. Mezz’ora in cui Beatrice Festi sfida lo spettatore, portandolo a confrontarsi con desideri ancestrali, regole di linguaggio infrante e un corpo che si trasforma, nella storia, nel significato, nel genere.

Il Festival Tabù è stato uno spazio e un tempo che è riuscito a guardare al futuro, dando voce alle parole proibite del presente. Dando importanza all’esigenza di affrontare un tema tanto scomodo, quanto essenziale.

– Anastasia

Copyright immagini festival Tabù – linguaggi politicamente non corretti

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