Eccoci finalmente giunti a quella che, dopo Sanremo, possiamo considerare la seconda “settimana santa” musicale! Si tratta del più grande festival musicale europeo, e l’evento non sportivo più seguito al mondo. Il suo esordio risale al 1956 (dopo cinque anni di trattative) a Lugano (Svizzera), e nasce dall’idea di trovare un evento che possa unire le nazioni europee dopo gli anni della Seconda Guerra Mondiale. La proposta che ha visto poi l’attuazione si deve a Sergio Pugliese, drammaturgo e giornalista italiano che ha proposto una gara canora basandosi sul festival di Sanremo.

Oggi inizia ufficialmente l’Eurovision Song Contest a Torino! Vi chiederete: “perché a Torino?”. Sono qui per spiegarvelo: il Paese vincitore riceve l’invito, non vincolante, di organizzare la manifestazione dell’anno successivo (se rinuncia, viene scelto un altro Stato tra i candidati). Quindi quest’anno, grazie alla vittoria del 2021 dei Måneskin a Rotterdam Ahoy, nei Paesi Bassi, l’onore, e onere, è spettato all’Italia, per la terza volta nella storia del festival. Per quanto riguarda la città, sono stati stabiliti diversi requisiti per poter partecipare alla selezione finale, tra cui la presenza di un aeroporto internazionale a non più di 90 minuti dalla città e la disponibilità di almeno duemila camere d’albergo nella zona vicina all’evento. Dopo una selezione, Torino si è rivelata rispettare tutti i requisiti richiesti, ed è stata scelta come città ospitante.

Oggi, durante la prima serata, ascolteremo 17 cantanti, mentre per gli altri 18 dovremo aspettare giovedì 12. E Mahmood e Blanco, che rappresentano l’Italia in gara in quanto hanno vinto il 72° festival di Sanremo? Per loro, dovremo aspettare sabato 14: l’Italia fa parte dei “big five” (Francia, Italia, Regno Unito, Spagna e Germania), che entrano direttamente in finale.


Non posso non citare un particolare davvero molto importante: quest’anno, il festival sarà finalmente accessibile anche in LIS (Lingua dei Segni Italiana) e con i sottotitoli, dal sito raiplay.it!

Ma sopratutto: voi l’avete ascoltata Brividi, la canzone vincitrice del Festival di Sanremo 2022 con la quale Mahmood e Blanco faranno gareggiare l’Italia? È una canzone che parla di un aspetto che ci portiamo dietro lungo tutta la vita: l’amore, o meglio, la (in)capacità di esprimerlo. Questo vale in particolare per gli uomini: fin da piccolissimi, quando piangono, si sentono dire ancora troppo spesso: “non fare la femminuccia”, ma perché, mi chiedo: solo le femmine provano emozioni?

Questi preconcetti proseguono, fino ad arrivare ad adulti che non sanno esprimersi, semplicemente perché sono stati addestrati a non farlo, ed eliminare questo muro richiede molto tempo e lavoro. Brividi mette in luce tutte le conseguenze: il non riuscire a esprimere ciò che si prova, connesso al desiderio di riuscire a farlo, di non perdere la persona che ci sta vicino e a cui teniamo molto. Devo ammetterlo, solitamente non ascolto questi due artisti, ma questa canzone ha superato le aspettative, fin dalla prima serata del festival di Sanremo ho pensato “beh, è proprio orecchiabile”. Inoltre, il suo significato viene espresso bene anche dal video della canzone, in cui si può percepire il conflitto interiore che caratterizza queste emozioni. Come? Non l’avete ancora visto? Non preoccupatevi: ve lo lascio qui sotto!

Video ufficiale di brividi, di Mahmood e Blanco

Un’altra piccola cosa (poi, promesso, vi lascio andare a preparare popcorn e maxischermi per l’Eurovision): questa rubrica si concentra sulla diffusione delle informazioni che riguardano la LIS e la cultura sorda in generale (non preoccupatevi, non voglio farvi entrare in nessuna setta), e quindi non posso non parlarne! Per realizzare la mia interpretazione del ritornello della canzone (che potete trovare su Instagram, sul profilo ufficiale di Afroditelo), mi sono basata sull’esecuzione degli interpreti che hanno reso accessibile il festival di Sanremo 2022, ma ho apportato qualche piccolo cambiamento che, a parer mio, rendeva la performance (no, non quella di Virginia Raffaele a LOL2), più poetica ed efficace. A tal riguardo, ci tengo a precisare una cosa: la LIS ha delle regole grammaticali fisse e altre più malleabili, come tutte le lingue. Gli adattamenti che vengono fatti in campo artistico, come nel caso delle canzoni in LIS, sono una sorta di “licenza poetica”: per rendere il tutto più ritmato e trasmettere meglio il senso della canzone, si possono modificare alcune regole (come l’ordine delle parole) o usare dei sinonimi.

Aspetto i vostri commenti sul festival (e su questa canzone), stay tuned!

Francesca

Vi siete persi gli ultimi articoli? Li trovate qui sotto 🤩👇

  • #Affacciati con gli organizzatori di “Danzare A Monte d’invern”
    Filippo Porro, Silvia Dezulian e Lorenzo Morandini sono gli organizzatori di “Danzare A Monte d’invern”, il primo festival invernale di danza contemporanea in Val di Fiemme che proporrà numerosi appuntamenti tra novembre 2025 e gennaio 2026.
  • Alice in Borderland: il “Paese delle meraviglie” non lo immaginavamo così.
    “Alice in Borderland” è una serie giapponese ispirata al manga di Haro Aso. Fin dal suo titolo, la serie richiama il fantasioso mondo creato da Lewis Carroll: “Alice nel Paese delle Meraviglie” 🎩 Il mondo di “Alice in Borderland” però non ha niente di meraviglioso. Tutt’altro.
  • Mano meccanica, gesto poetico
    Il percorso che unisce l’ingegno meccanico di Leonardo ai robot artisti di oggi racconta una trasformazione profonda: la macchina non è più semplice esecutrice, ma parte attiva della creazione. Attraverso installazioni come Can’t Help Myself e A Robot’s Dream, fino all’esperienza di Ai-Da, emerge una nuova estetica dell’artificiale, in cui tecnologia e sensibilità umana dialogano e si fondono, aprendo interrogativi sul futuro dell’arte e della percezione.