Polenta di storie – Capitolo 3: Paul Flora

Marzo è passato e l’inverno è finito (almeno, così speriamo). Polenta di storie, però, non è finito e oggi torniamo con un nuovo appuntamento!
Per il Capitolo 3, il nostro autore Abram ha deciso di spingersi sù, sù e ancora più sù, tanto da sfiorare il confine con la Svizzera. L’artista che vi presenta oggi è Paul Flora, originario dell’Alta Val Venosta, in Alto Adige. Per essere ancora più precisi, il suo paese d’origine è Glorenza, un borgo che conta più o meno 900 abitanti ed è conosciuto proprio per essere il comune più piccolo dell’Alto Adige. Così piccolo che qui vige il detto: “la nostra città è così piccola che dobbiamo andare a messa fuori dalle mura”.

Non è forse incredibile pensare che è stato proprio questo comune così piccolo ad ospitare un grandissimo illustratore? Eh sì, perché è stato da questo piccolo borgo che Paul Flora è poi riuscito ad arrivare lontano. Da Monaco alla Biennale di Venezia, Abram vi racconta il viaggio di Paul Flora, l’illustratore dei corvi, come sempre accompagnato dai disegni di Ilaria.

PAUL FLORA

Caro Alfred1,

tu non ci sei più ma a chi altro potrei raccontarmi? Hanno proprio ragione, quando il nostro viaggio finisce, finiamo inevitabilmente a sbirciare tutti quei ricordi rimasti dentro i bagagli, quelli più importanti.

La vita è un cerchio e io vorrei tornare là, nella città più piccola, dove sono nato. Si chiama Glorenza e si trova in Alto Adige, si scherza dicendo che “la nostra città è così piccola che dobbiamo andare a messa fuori dalle mura”. Qui i bambini crescono felici ma lontani dalle cose del mondo, dalle cose che succedono.

Per fortuna, presto i miei hanno scelto di andare altrove e ci siamo ritrovati a Innsbruck. Non è Vienna, ma sicuramente un centro culturale più vivace che Glorenza. Qui ho capito che avrei dato tutto per l’arte, perché o ti concedi anima e corpo o al più diventi un artigiano. Così ho nuovamente fatto i bagagli e sono andato a Monaco di Baviera e ho iniziato l’Accademia. Era come essere tornato bambino e scoprire il mondo, ogni giorno. Non ho mai terminato gli studi perché poi è iniziata la guerra e ha ucciso vittime e speranze. Anche una volta finita, non sono più stato lo stesso.

Ho sviluppato una passione per il macabro, per l’umorismo nero, per l’oscuro, per l’inquietudine. È così che mi sono presentato a Vienna. Dove ogni artista dovrebbe respirare, amare e vivere. Sono diventato socio dell’Art Club e mi sono perso nelle opere di Paul Klee. Tutte le cose del mondo ricondotte a semplici geometrie … era rassicurante, quasi come se tutto avesse davvero un ordine. Finalmente. Come se la Terra fosse una biglia blu, senza alcuna ferita. Nel mentre disegnavo tantissimo e sperimentavo gli acquarelli, volevo imprimere la mia anima sulla carta. Poi io sarei anche scomparso, ma la carta no.

Mi hanno invitato a esporre alla Biennale di Venezia, quella città sulle acque e per un attimo ho pensato che non fosse vero, che nemmeno la città esistesse per davvero, che fosse solo una cartolina che si riceveva dai viaggiatori e invece il mio nome, Paul Flora, l’artista della città più piccola, si stava facendo conoscere. Ero diventato un brand. Famoso per i miei corvi, per le mie streghe, per i miei animali misteriosi. Tanto che nel 1957 ho iniziato anche una collaborazione per quel giornale molto noto, Die Zeit si chiama, dove ogni settimana illustravo l’attualità politica, quello che succedeva nel mondo. E fortuna che succedeva, così io potevo disegnare. Per me, Alfred, l’arte non è terapia, è osservazione e manifestazione. È raccontare.

È tempo di tornare a Glorenza,

Con affetto
Paul

1 Alfred Kubin: per Kubin l’arte è un elemento terapeutico per delineare paure ed ossessioni dell’anima, Flora diminuisce la sua passione per l’oscuro, per lui l’inquietudine diventa sopportabile solo attraverso l’ironia. Lui è satirico, non cinico, un attento osservatore dalla lama sottile e dalla penna tagliante.

Paul Flora (Glorenza, 29 giugno 1922 – Innsbruck, 15 maggio 2009) è stato un artista e illustratore italiano. Quando morì venne sepolto nella sua città d’origine.

Testo a cura di Abram Tomasi
Disegno e grafica a cura di Ilaria Gasperotti


Cos’è “Polenta di storie”?

Polenta di storie è un progetto nato dalla collaborazione tra Afroditelo e due giovani creativi: Abram (studente di comunicazione) e Ilaria (studentessa di Belle Arti).
Questo progetto nasce con l’obiettivo di parlare di artisti trentini, cercando di dimostrare come anche il Trentino è stato culla di una serie di brillanti menti creative che, in alcuni casi, hanno addirittura dato un contributo importante alla storia dell’arte non solamente in Italia, ma in tutto il mondo. Mostrando così che, oltre ai sentieri naturali e panoramici, la nostra regione è ricca anche di altri percorsi da esplorare: dei sentieri artistici e creativi.
Abbiamo scelto di chiamarlo Polenta di storie perché la polenta è un piatto tipico e molto noto della nostra regione. In particolare, abbiamo voluto rendere omaggio ad uno dei prodotti tipici del Trentino: la polenta di Storo. Le storie presentate in questo progetto saranno proprio come la polenta: coese, compatte e ben legate tra loro grazie alle emozioni suscitate dalle parole di Abram e dai disegni di Ilaria. Poi vabbè… la polenta sta bene con tutto.

Le storie che verranno presentate non saranno dei testi “pedagogici”. Se ci segui già da un po’ saprai che Afroditelo ha un solo è grande interesse: emozionare. Noi ne siamo certe: Abram e Ilaria ti faranno innamorare della storia artistica del Trentino, catturandone l’essenza attraverso l’arte della parola e quella del disegno.

Sei pronto? Ricorda, l’appuntamento è una volta al mese ✨

Ti piace questo progetto? Faccelo sapere con un commento qui sotto o un piccolo like ❤️


Abram Tomasi
Ilaria Gasperotti
Instagram @casadilaria

Polenta di storie ti ha conquistato? Ecco gli altri capitoli 👇

Polenta di storie – Capitolo 5: Lea Botteri

Maestra, infermiera e incisore. 𝗟𝗲𝗮 𝗕𝗼𝘁𝘁𝗲𝗿𝗶, artista originaria della frazione di Creto (Pieve di Bovo), fu questo e molto altro. Oggi ve ne parlano Abram accompagnato dalle illustrazioni di Ilaria 🌸

copertina capitolo 4 con l'illustrazione di Cesarina Seppi e i volti di Abram e Ilaria

Polenta di storie – Capitolo 4: Cesarina Seppi

Finalmente tra le nostre narrazioni si aggiunge anche una voce femminile. Oggi le parole di Abram ci fanno conoscere l’artista 𝗖𝗲𝘀𝗮𝗿𝗶𝗻𝗮 𝗦𝗲𝗽𝗽𝗶, pittrice originaria della città di Trento 🎨

Polenta di storie – Capitolo 2: Giovanni Segantini

La fine del mese porta con sé una nuova storia! Oggi, Abram Tomasi vi racconta la storia di 𝗚𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗦𝗲𝗴𝗮𝗻𝘁𝗶𝗻𝗶, il “pittore delle montagne”, originario della città di Arco ⛰

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