Qui su Afroditelo ho recensito spesso serie made in… everywhere: dalla Polonia alla Svezia, passando per Francia, Danimarca e produzioni multinazionali. C’è, però, una grande categoria – anzi, Paese – di cui non ho ancora parlato: la Corea del Sud.
A chi mi conosce sembrerà strano, avendo alle spalle un passato da fan del k-pop e una carriera da watcher (senza binge) di k-drama. Eppure, dopo anni passati a guardare, amare e mollare serie coreane, il mio entusiasmo ha fatto la stessa fine di una soda aperta da qualche giorno. Così, quando di recente mi sono imbattuta in questo drama, speravo che la fiamma potesse riaccendersi. Non è andata proprio così.
Divorce Attorney Shin è un drama di 12 episodi su un pianista talentuoso divenuto avvocato divorzista (altrettanto) di successo che, dopo una carriera in Germania, decide di tornare in Corea e vendicare la sorella, ormai scomparsa. Come? Ma facendo l’avvocato divorzista, ovvio!(?).
Un po’ di confusione? Comprensibile, visto che un – anzi, IL – grosso difetto di questa serie (e di molte altre made in Korea) è la presenza di una sottotrama thriller. Negli ultimi anni, infatti, è diventato escamotage comune inserire la componente thriller in qualsiasi drama coreano, (persino nelle rom-com), senza utilità alcuna. Il fattore T è ormai onnipresente, togliendo spazio a elementi che, invece, valorizzerebbero molto di più il tutto. Tipo i personaggi.
E qui arriva un altro grande NO. I personaggi mancano di qualsiasi caratterizzazione, a favore di una trama acchiappaviews spesso fuori dalle righe. Protagonisti e non mancano di qualsiasi caratterizzazione, ridotti a semplici figure che incarnano per l’ennesima volta l’eterna lotta fra buoni e cattivi.
Ma, quindi, è tutto da buttare? Non direi. Ottima recitazione di (quasi) tutto il cast a parte, la serie brilla per l’assenza del tipico cattivo – anzi, cattiva – di turno. Se nei k-drama, infatti, a fare le veci della megera è la suocera riccona snob, stavolta questa si dimostra un personaggio vago e ambiguo, ma con un lato soft. A sostituirla, però, c’è la nuova moglie dell’ex cognato del protagonista (sì, è un po’ complicato…), ben felice di aver rimpiazzato la sorella del nostro eroe nella ricca famiglia. Che sia la ex suocera o la nuova consorte, dunque, a vestire i panni della cattiva, è sempre una donna (e l’assenza dell’elemento ageist è solo una magra consolazione).
Insomma, Divorce Attorney Shin sa essere uno slice of life piuttosto buono, regalando risate, emozioni e momenti heartwarming. Dal sesto episodio in poi, però, il focus passa dai singoli casi (molto più interessanti) all’inutile ed insipida vendetta. Per chi è già skillatə di k-drama, con i loro strani meccanismi, può essere un’ottima serie da binge-watchare, ma se siete alle prime armi consiglio di navigare verso altre acque.
E voi, l’avete vista? Avete già guardato dei k-drama, prima? Fatemelo sapere qui sotto nei commenti!
– Mariangela
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