#Afroditecelo: Joaquín Sorolla, al limite del suggestivo

Quest’oggi, una vecchia conoscenza di Afroditelo, torna a scrivere un articolo sul nostro blog. L’autrice di #Afroditecelo: immergersi nelle vite degli altri grazie agli scatti di Doisneau torna per parlarci di un’altra mostra che le ha rubato il cuore!

Brava Silvia, the floor is yours.


Immaginate l’urgenza di sfiorare con la punta del naso una tela dove è stato immortalato uno scorcio dell’Alcázar di Siviglia. Siete spinti a farlo per accertarvi che le pennellate non si stiano trasformando in acqua sospesa. Ebbene la mia visita a Palazzo Reale è stata molto simile ad un tuffo nel quadro, proprio come accade nelle Cronache di Narnia e il Viaggio del Veliero. Un tuffo verso l’ignoto perché devo ammettere che il nome di Sorolla mi era completamente sconosciuto fino a qualche settimana fa.

Agli inizi di marzo ero impegnata nella creazione di un itinerario di viaggio per un weekend fuori porta in solitaria che mi regalasse emozioni. Da quando sono approdata nel sito di Milanoguida per trovare ispirazione ho ripensato quasi ininterrottamente alle tele di questo artista. Non ero sicura di voler rischiare di acquistare un biglietto per un tour monotematico verso l’ignoto, eppure è stata la miglior scelta che potessi fare.

Ne ho capito la ragione dopo aver osservato delle istantanee in pieno sole fatte di pennellate veloci e furbi espedienti prestati dall’arte fotografica. La capacità di questo artista non si limitava a catturare una luce avvolgente e quasi viva, bensì si spingeva verso una narrazione in grado di oltrepassare la barriera del tempo e dello spazio.

Fotografia dalla mostra

Mentre osservavo Cucendo la vela sono stata trasportata altrove, dove la semplicità, gli antichi saperi e la condivisione scandivano la vita delle persone. Tuttavia credo sia stata La tratta delle bianche ad ipnotizzarmi veramente. Il volto dormiente della ragazza accoccolata sulle ginocchia di una sfortunata compagna di viaggio non ha ancora lasciato la mia mente. Con la resa dei volti così minuziosa da farli sembrare reali, Sorolla ha dipinto uno spaccato di un fenomeno drammatico e doloroso al limite del suggestivo.

Contrariamente a quanto si possa pensare, nel corso del tempo l’artista spagnolo abbandonò le scene ritraenti i soggetti più umili della società e preferì dedicarsi ad una narrazione più intima, alle donne della sua vita e a scenari spensierati.
La pittura di Sorolla è pregna di dedizione e amore verso la propria famiglia e i luoghi del Mediterraneo che plasmarono la sua identità. Per chi osserva, o almeno questo è ciò che ho vissuto io, percezioni ed emozioni vengono amplificate. La declinazione di en plein air sviluppata dall’artista e la sua dedizione per la pittura lo consumarono letteralmente, ma ci hanno regalato un catalogo di opere più che emozionanti.

Se provate l’urgenza di scoprire cose nuove, prenotate un biglietto per una mostra o un museo e buttatevi a capofitto in una nuova esperienza. Ne rimarrete rapiti.

– Silvia Dal Sasso
@xsilvia.ds

Per altre informazioni sulla mostra Joaquin Sorolla, pittore di luce vi inviatiamo a consultare questo link. Mostra visitabile fino al 26 giugno 2022.

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