Trentino 2060 è un luogo di incontro, uno spazio dove osservare criticamente la complessità del nostro
tempo, un laboratorio di idee e voci plurali.
Trentino 2060 è, anche, un progetto che si nutre di un entusiasmo giovane, di ospiti attuali, di temi urgenti, di cura per la propria comunità e le sue persone.
Trentino 2060, infine, è capacità di intrecciarsi alle risorse e le realtà del territorio, tessendo quelle reti
divenute essenziali in quest’epoca così divisiva.


Il 21 luglio si è tenuto lo Spettacolo in parole e musica: Canto per l’Europa. Evento conclusivo del festival e primo appuntamento dell’Agosto Degasperiano, ciclo di incontri ed eventi promossi dalla Fondazione Alcide Degasperi.
Uno spettacolo tratto dall’ultimo libro dello scrittore e giornalista Paolo Rumiz, penna nota agli amanti del
viaggio, dei Balcani e delle storie difficili di questo nostro tempo.
Canto per l’Europa è un racconto di viaggio, di mito e realtà, di speranze e disperazione, di libertà e catene. Una storia che viene cullata dal Mar Mediterraneo, testimone di tutte le contraddizioni del nostro tempo.
Sul palco di Trentino 2060, Paolo Rumiz insieme alle voci di Lara Komar e Giorgio Monte, hanno accompagnato gli spettatori in una rilettura del mito fondativo del nostro continente. Trasportati dalla
musica di Aleksander Sasha Karlic e Vangelis Merkouris, la piazza ha visto l’Oriente, sentito le sue note
ancestrali, le sue voci vibranti.


Lo spettacolo è un modo profondo, a tratti romantico, per donare alla terra europea braccia che sappiano accogliere, occhi che sappiano piangere, un cuore che sappia ascoltare, membrane che sappiano vibrare all’unisono, su suoni arcaici, comuni.
Canto per Europa è stato un incredibile e dolorosissimo modo di sentirmi cittadina di questa Europa, di
questo nostro Mondo.

-A.

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