Eccoci qui, amici cinefili (e non), a celebrare la festa a tema cinema più attesa e chiacchierata dell’anno.
Mentre mi trovo in sala stampa a scrivere affannosamente questi primi pensieri sul Festival, le madrina del festival Rocío Munoz Morales saluta sorridente le centinaia di selfie stick e flash che si accalcano attorno al red carpet: tappeto rosso che, dopo due anni di reclusione dietro ad un alto muro (causa misure anti-covid), finalmente torna ad essere visibile a tutti gli appassionati e i curiosi in cerca di autografi e foto dei loro beniamini.
Ci siamo lasciati l’anno scorso con una mia sdolcinata lettera d’amore alla 78° edizione della Biennale Cinema (se te la sei persa clicca qui per un po’ di miele cinefilo), ci ritroviamo quest’anno con un caffè doppio in mano e una fame atavica per del buon cinema…e a giudicare dal programma di questa 79° edizione del Festival del Cinema di Venezia, pare si corra davvero il rischio di fare indigestione a forza di ingozzarsi!
Avete avuto modo di dare un’occhiata ai 23 titoli della selezione ufficiale? Ragazzi, erano tre anni che non vedevo un programma tanto ricco, vario, audace. Ad aprire le danze, White Noise di Noah Baumbach (già applauditissimo a Venezia grazie al bellissimo Marriage Story, che avete ancora tempo di recuperare su Netflix). Basato sull’omonimo libro di Don DeLillo, il film segue le tragicomiche avventure di una famiglia capitanata da Adam Driver e Greta Gerwig.

Sempre a proposito di famiglia, l’8 settembre ci sarà la prima di The Son di Florian Zeller, regista francese che molti ricorderanno per The Father, film che è valso l’anno scorso l’Oscar ad uno straordinario e commovente Anthony Hopkins. Riuscirà The Son ad essere all’altezza del potentissimo The Father? Non vediamo l’ora di scoprirlo…ma, vi dirò, nutro buone speranze.
A proposito di ritorni, bisogna per forza menzionare il nuovo film di Darren Aronofsky, di ritorno al Lido dopo aver diviso la critica con Mother! a Venezia 2017 (lo avete visto? Vi è piaciuto? Io l’ho amato, ma se l’avete odiato non vi biasimo). Del suo The Whale non si sa molto, per ora, ma siamo tutti curiosi ed emozionati per il ritorno sulle scene di Brendan Fraser.
La critica è in fermento anche per il ritorno al Festival del Cinema di Venezia del fortunato binomio Luca Guadagnino/Timothée Chalamet: il chiacchierato Bones and All, storia di amore e cannibalismo, debutterà alla kermesse il 2 settembre. Riuscirà questo film a convincermi più di Call me by your names? Difficile a dirsi…però sicuramente sono molto curiosa. Come, del resto, sono curiosissima di vedere questo leggendario Don’t Worry Darling, film diretto da Olivia Wilde in cui brillano Florence Pugh e – Mr. uomo più atteso al lido – Harry Styles (pare che le sue fans abbiano prenotato hotel a Venezia da oltre oceano -!!!- per poterlo intravedere mentre cammina sul red carpet).
Ultimo ma non meno importante, un paragrafo di menzione va riservato alle tre performance femminili più attese della Biennale Cinema 2022: mi riferisco ovviamente a quella di Cate Blanchett (Tàr,Todd Fields), Penélope Cruz (L’immensità, Emanuele Crialese) e Ana De Armas (Blonde, di Andrew Dominick). Naturalmente, non ho ancora avuto modo di vedere nessuno di questi tre film, ma sento già che questo trio pazzesco si contenderà la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile. Segnatevi questo mio pronostico.
A Venezia 79 anche i nuovi film di Gianni Amelio, Alejandro Gonzales Inarritu, Martin McDonagh e Romain Gavras, i Leone d’Oro alla carriera a Catherine Deneuve e Paul Schrader, un sacco di altri titoli interessanti…La verità è che dovrei scrivere un volume di 400 pagine e non un articolo per poter menzionare tutto quello che ci aspetta in questa mostra. Quindi facciamo che per ora vi lascio, ma ci aggiorniamo presto: seguiteci sul nostro profilo Instagram per tutte le news in tempo reale!
A prestissimo,
-M.
Vi siete persi gli ultimi articoli? Li trovate qui sotto 🤩👇
- Mano meccanica, gesto poetico
Il percorso che unisce l’ingegno meccanico di Leonardo ai robot artisti di oggi racconta una trasformazione profonda: la macchina non è più semplice esecutrice, ma parte attiva della creazione. Attraverso installazioni come Can’t Help Myself e A Robot’s Dream, fino all’esperienza di Ai-Da, emerge una nuova estetica dell’artificiale, in cui tecnologia e sensibilità umana dialogano e si fondono, aprendo interrogativi sul futuro dell’arte e della percezione. - Display: l’arte si mostra tra le Dolomiti
Dal Cinquecento a oggi, quasi 300 opere della Fondazione Caritro prendono vita nel percorso “Display”, articolato in tre tappe – Riflessione, Immersione e Creazione – ospitato fino al 14 settembre alla stazione a monte della funivia di Pinzolo. Tra gli appuntamenti di spicco, martedì 9 settembre lo storico dell’arte e divulgatore Jacopo Veneziani salirà a 2101 metri per l’incontro “Non solo Frida Kahlo”, dedicato alle artiste che hanno segnato la storia ma sono state dimenticate dalla narrazione ufficiale. - Educare Controvento (Giornata Internazionale dell’Educazione)
La Giornata internazionale dell’educazione diventa un’occasione per riflettere sul significato di educazione e di come, visti i cambiamenti in atto, l’arte possa essere uno strumento per educare “controvento“. Giornata Internazionale dell’educazione Educare: dal latino educĕre «trarre fuori, allevare, condurre fuori,… Continua a leggere →

Lascia un commento