“Emma Woodhouse, bella intelligente e ricca, dotata di una casa confortevole e di un carattere allegro, sembrava riunire in sé alcuni tra i più bei doni dell’esistenza e aveva vissuto in questo mondo per quasi ventun anni senza aver incontrato molto che l’angosciasse o la deprimesse.”
Emma, Jane Austen
Cari amici, se non avete riconosciuto questo incipit, allora sono ben felice di introdurvi il romanzo Emma pubblicato nel 1815 dalla grandissima scrittrice Jane Austen.
Chi l’ha già letto forse concorderà con me che questa storia NON è come Orgoglio e pregiudizio, il quale forse è insuperabile nel genere “rosa”. Eppure, anche se non famigerato come quest’ultimo, Emma gode comunque di un modesto numero di trasposizioni cinematografiche (ben 4) destinate al piccolo e grande schermo!
Io sono qui oggi per raccontarvi un po’ le differenze tra il libro e l’ultimo film su Emma è uscito nel 2020, diretto da Autumn De Wilde, con la fantastica Anya Taylor-Joy che veste i panni della protagonista. Chi vincerà la sfida? Libro o film?
Prima partiamo con la trama!
La trama
La storia narra di una giovane donna di nome Emma Woodhouse che, come penso intuirete, si ritrova a dover fare i conti con l’amore: sulle prime battute lei conosce questo nobile sentimento in maniera indiretta, e cioè guardando le sue care amiche sposarsi oppure divertendosi a scommettere sui possibili accoppiamenti all’interno della sua cerchia di amici. Quando si tratta di sé, tuttavia, è molto restia a immaginarsi al fianco di un uomo e non si dimostra interessata al matrimonio… al meno fino al momento in cui quello giusto, un uomo in cui la ragione eguaglia il sentimento, la farà innamorare di sé.
Libro vs film: differenze
Ovviamente non mancano né gossip né malintesi, i quali uno dietro l’altro fanno sì che la storia sia molto divertente, ma nel libro questa vivacità è rallentata da lunghi monologhi superflui -a mio avviso- che appesantiscono la lettura. A salvarci da eventuali abbiocchi, c’è l’immancabile elegante umorismo dell’autrice. Esso viene ripreso anche nel film, dove però non viene dosato tanto da stroppiare nel grottesco.
Trattandosi di un adattamento è chiaro che non tutte le vicende, i toni né le sfumature del libro possono essere riprodotte fedelmente al cento per cento. Tuttavia, avrei apprezzato nel film un maggiore rispetto dell’immaginazione austeniana e una minor originalità creativa della sceneggiatrice Eleanor Catton che ha dato vita a notevoli differenze rispetto al libro. Volete un paio di esempi?
Prendiamo il caso dell’antagonista di Emma: Jane Fairfax. Mentre per la maggior parte del racconto letterario Jane appare molto debole tanto nella salute fisica quanto in quella d’animo (è sempre indisponibile e triste), nel film c’è una versione di lei che è molto più sicura di sé e scontrosa. Abbiamo quindi due versioni opposte dello stesso personaggio.
Il secondo esempio riguarda la protagonista: nemmeno Emma è la stessa! La versione letteraria del personaggio ha un’evoluzione evidentissima consistente in un miglioramento del carattere di Emma che prima appare una ragazza egocentrica e superficiale, ma alla fine si scopre essere sensibile e di buon cuore. Al contrario, il film ci regala un’immagine di lei del tutto negativa e questo perché il suo personaggio rimane uguale dall’inizio alla fine. Il risultato è che a noi sorge il dubbio se Emma, in fin dei conti, sia una villana piuttosto che un’eroina.
Libro vs film: il verdetto
Nonostante queste pecche, il film è comunque gradevole ed esteticamente bello (fotografia e colori sono mozzafiato!). Ritroverete anche battibecchi, incomprensioni e drammi che ci sono nel romanzo solo che non è la stessa cosa… Anche se il libro a volte può risultare noioso, rimane comunque meglio del film per l’eleganza e la profondità dei personaggi.
Forse direte che pretendo troppo, ma è vero che ci si sono film che riproducono proprio quella magia che trasmettono anche le letture dei libri da cui vengono tratti. Non siete d’accordo? Fatemelo sapere nei commenti.
A presto!
– AK
Vi siete persi gli ultimi articoli? Li trovate qui sotto 🤩👇
- Mano meccanica, gesto poetico
Il percorso che unisce l’ingegno meccanico di Leonardo ai robot artisti di oggi racconta una trasformazione profonda: la macchina non è più semplice esecutrice, ma parte attiva della creazione. Attraverso installazioni come Can’t Help Myself e A Robot’s Dream, fino all’esperienza di Ai-Da, emerge una nuova estetica dell’artificiale, in cui tecnologia e sensibilità umana dialogano e si fondono, aprendo interrogativi sul futuro dell’arte e della percezione. - Display: l’arte si mostra tra le Dolomiti
Dal Cinquecento a oggi, quasi 300 opere della Fondazione Caritro prendono vita nel percorso “Display”, articolato in tre tappe – Riflessione, Immersione e Creazione – ospitato fino al 14 settembre alla stazione a monte della funivia di Pinzolo. Tra gli appuntamenti di spicco, martedì 9 settembre lo storico dell’arte e divulgatore Jacopo Veneziani salirà a 2101 metri per l’incontro “Non solo Frida Kahlo”, dedicato alle artiste che hanno segnato la storia ma sono state dimenticate dalla narrazione ufficiale. - Educare Controvento (Giornata Internazionale dell’Educazione)
La Giornata internazionale dell’educazione diventa un’occasione per riflettere sul significato di educazione e di come, visti i cambiamenti in atto, l’arte possa essere uno strumento per educare “controvento“. Giornata Internazionale dell’educazione Educare: dal latino educĕre «trarre fuori, allevare, condurre fuori,… Continua a leggere →

Lascia un commento