Trigger Warning: questo articolo parla di persone vittime di reato e vuole aumentare la consapevolezza sulla tematica. Se dovessi trovarti in una situazione simile e senti di aver bisogno di un supporto per affrontarla, ti suggerisco di prendere contatti con centri di assistenza alle persone vittime di crimine che possono trovarsi vicino al luogo della tua residenza.

Questi sono alcuni numeri che potrebbero esserti utili:

  • 112 – Numero per le emergenze
  • 1522 – Numero Anti Violenza e Stalking
  • 116.006 – Linea di assistenza europea per le vittime di reato
  • 800.191.000 – Numero telefonico dedicato alle vittime dei reati di tipo mafioso
  • 116.000 – Numero unico europeo per i minori scomparsi


Qui puoi trovare i diritti che puoi reclamare: https://www.infovictims.it/it/i-diritti-delle-vittime-di-reato.

Ti ricordo inoltre che non sei sol* e che la tua voce può essere ascoltata: hai il diritto di essere ascoltat*.

European Day for Victims of Crime

Right to Be Forgotten (Victim Support Europe), 1° dicembre 2017

Vittima. Una parola tanto semplice quanto estremamente complessa e delicata. Dietro queste 7 lettere si racchiude spesso un’esperienza traumatica che può avere effetti negativi sul breve e lungo termine, non solo sulla persona che l’ha subita, ma anche sulla famiglia e gli amici attorno. Alla fine, purtroppo, un crimine danneggia l’intera società, anche se non riusciamo a vedere questo impatto con gli occhi.

Ma chi è una vittima? Secondo la Direttiva 2012/29/UE che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato, “vittima” è:

  • una persona fisica che ha subito un danno, anche fisico, mentale o emotivo, o perdite economiche che sono stati causati direttamente da un reato;
  • un familiare di una persona la cui morte è stata causata direttamente da un reato e che ha subito un danno in conseguenza della morte di tale persona.

Sicuramente numerosi passi sono ancora da compiere nella tutela delle vittime, però questa direttiva, al suo tempo, è stata importante perché ha ampliato la definizione di vittima incorporando le persone fisiche che hanno subito qualsiasi tipo di danno (quindi anche mentale ed emotivo), nonché i familiari. Inoltre, la direttiva mette in evidenza alcuni diritti e bisogni delle persone che sono state vittime di un reato, come per esempio diritto di comprendere e di essere compresi; diritto di ottenere informazioni; diritto di accesso a servizi di assistenza alle vittime riservati, gratuiti; diritto di partecipare al procedimento penale e di essere sentiti; diritto a un sistema di indennizzo delle vittime di reati intenzionali; diritto alla protezione (della vittima e dei suoi familiari).

Il 22 febbraio è stato nominato la giornata europea delle vittime di reato (European Day for Victims of Crime), prima da Victim Support Europe e poi accettato dalla Commissione Europea rendendola così una celebrazione a livello europeo. Proprio per partecipare a questa importante giornata di sensibilizzazione, oggi questo articolo è dedicato alle persone vittime di reato.

Subire un crimine sulla propria pelle è qualcosa che non è facile da elaborare o da accettare, spesso è un’esperienza che ha un impatto sulla persona vittima nel presente e nel futuro.

Vivere un evento di vittimizzazione

Durante l’atto di vittimizzazione, ci sono quattro potenziali risposte che il nostro corpo attiva nella risposta al pericolo: fight (combattere), flight (sfuggire), freeze (congelarsi) o fawn (sottomissione). La risposta di combattimento è il modo in cui il corpo affronta un pericolo percepito in modo aggressivo. Fuggire significa che il corpo ti spinge a scappare dal pericolo. Congelarsi è l’incapacità del corpo di muoversi o agire contro una minaccia. Fawn è la risposta allo stress del corpo che cerca di compiacere qualcuno per evitare il conflitto.

Quali sono gli effetti della vittimizzazione? Ogni persona è diversa e quindi reagisce diversamente all’esperienza di subire un crimine. Alcune delle conseguenze più comuni sono: sensazione di irrealtà; flashback; ansia e difficoltà di concentrazione, problemi di sonno; sensi di colpa; rabbia; paura; sbalzi d’umore; depressione; ansia; disagio fisico, vergogna, etc. Questi sono solo alcuni degli effetti che subire un crimine può avere sulla persona.

Come aiutare una persona vittima di crimine? Sarà banale, ma sicuramente offrire un ascolto empatico è importante. Inoltre, una delle priorità è garantire che la vittima sia al sicuro e quindi, se necessario, contattare le forze dell’ordine o centri di emergenza. Inoltre, incoraggiare la vittima a cercare supporto professionale, come uno psicologo, e offrire aiuto pratico (come accompagnarla a denunciare) può fare la differenza.

La tematica delle persone vittime di crimine in film e video

Per comprendere meglio le persone vittime di crimini e per aumentare la consapevolezza sulla tematica, vi propongo alcuni film/video sulla tematica.

Je verrai toujours vos visages

Je verrai toujours vos visages, diretto da Jeanne Herry, esplora il concetto di giustizia riparativa, una pratica che mette a confronto diretto vittime e autori di reato. A differenza di un processo legale tradizionale, le sedute si svolgono senza avvocati o intermediari, in un ambiente protetto e sotto supervisione, dove le persone coinvolte si confrontano apertamente per chiarire e ricostruire i rapporti. Il film racconta le storie di condannati come Nassim, Issa e Thomas, e delle vittime Grégoire, Nawelle, Sabine e Chloé, mettendo in luce le loro emozioni, tra paure, rabbia e la speranza di una possibile riparazione.

All Your Faces / Je verrai toujours vos visages (Unifrance), 15 marzo 2023

Lost luggage

Due attacchi terroristici hanno colpito l’aeroporto di Zaventem e la stazione della metropolitana di Maelbeek il 22 marzo 2016 a Bruxelles, causando la morte di 32 persone e ferendone altre decine. Questo film racconta la vicenda dell’ispettore di polizia aeroportuale Samira Laroussa, che dopo gli attentati si trova a dover restituire i bagagli smarriti alle famiglie delle vittime. Questo compito si rivela essere il più difficile della sua carriera, mentre Samira si confronta con pregiudizi, orgoglio e tristezza. Nonostante le difficoltà, lei continua a impegnarsi per aiutare chiunque, ma nella sua determinazione a portare a termine la missione, dimentica una cosa fondamentale: se stessa

Lost luggage (VRT 1), 8 marzo 2022

Hotel Rwanda

La storia riguarda Paul Rusesabagina, direttore dell’Hotel des Mille Collines, un uomo di etnia Hutu sposato con una donna Tutsi, durante la guerra civile in Ruanda. Il 6 aprile 1994, la milizia Hutu scatena il genocidio, e in poche ore Kigali diventa un massacro. Paul nasconde alcuni vicini a casa sua e poi li trasferisce nell’hotel che dirige. In pochi giorni, centinaia di persone trovano rifugio lì. Quando le forze internazionali decidono di evacuare tutti gli occidentali e abbandonare i ruandesi al loro destino, Paul si rende conto che non solo la sua famiglia, ma anche molte altre persone, contano su di lui per la salvezza.

Hotel Rwanda (HOME CINEMA TRAILER), 23 maggio 2023

A Girl From Mogadishu

A Girl From Mogadishu narra la storia di Ifrah Ahmed, una giovane somala che, dopo aver vissuto la guerra civile e subito violenze, riesce a fuggire in Europa. Lungo il suo cammino verso la salvezza, affronta le difficoltà legate al trauma subito, cercando di ricostruire la sua vita. Seppur segnata dalle esperienze passate, Ifrah diventa un’attivista per i diritti delle donne e le vittime di violenza, lottando per sensibilizzare il mondo su questi temi e difendere i diritti umani. Infatti, Ifrah Ahmed è una delle prime donne a parlare pubblicamente della mutilazione genitale femminile (MGF) in Somalia. Il film mette in evidenza la sua resilienza e il suo impegno per un futuro migliore.

A Girl From Mogadishu official trailer (EclipsePicturesIE), 5 febbraio 2020

Victims’ Voice

Victims’ voice è la nuova pagina di Victim Support Europe dedicata a dare voce alle vittime, che contiene filmati animati e vari video con testimonianze di vittime.
Victim Support Europe (VSE) è la principale organizzazione europea che rappresenta tutte le vittime di reato, indipendentemente dal tipo di reato o dalla vittima stessa. Dal suo fondamento nel 1990, VSE ha lavorato a favore di tutte le vittime in Europa e nel mondo, per garantire i loro diritti e i servizi di supporto, che abbiano denunciato il crimine o meno. VSE rappresenta 78 organizzazioni nazionali, fornendo servizi di supporto e informazione a oltre 3 milioni di persone ogni anno in 36 paesi. VSE lavora attraverso l’advocacy per raggiungere la missione di migliorare le leggi europee e internazionali relative ai diritti delle vittime, utilizzando ricerca, sviluppo della conoscenza e potenziamento delle capacità a livello nazionale e locale.

Sara

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