Milano, si sa, è piuttosto grigia e piovosa, su questo non ci piove (scusate il gioco di parole). Per questa ragione a Milano non mancano mai le occasioni per rintanarsi in un posto al chiuso e sfuggire alle intemperie, ancora meglio se questo posto è un museo. Ci sono moltissime mostre temporanee in città, tra cui Dopo il botto, un’esposizione di Michele Rech, conosciuto in arte come Zerocalcare, uno dei fumettisti più noti nel panorama italiano. Chi lo conosce almeno un minimo sa bene quale sia il suo stile: critico, provocatorio, underground, ma anche semplice, quotidiano, umoristico. Zerocalcare è per un certo verso il mago della provocazione costruttiva, quella che ti fa capire che qualcosa nel sistema è sbagliato e andrebbe migliorato.
Dopo il botto, ospitata nell’edificio della Fabbrica del Vapore e aperta al pubblico fino al 23 aprile, presenta un’esposizione che racchiude più di 500 tavole, disegni, bozzetti, ma anche illustrazioni e video e che rende il visitatore sin da subito parte di un cammino a ritroso nel passato, in un periodo che ha caratterizzato a lungo la nostra vita: la pandemia. L’ambientazione stessa della mostra è sinonimo di uno scenario che abbiamo conosciuto per bene: la rappresentazione della caduta di un asteroide che devasta una città è utilizzata come metafora della desolazione post-pandemica che ha stravolto i rapporti sociali. Tuttavia, Zerocalcare vuole anche dare speranza, trasmettere che c’è ancora qualcosa che possiamo fare insieme, c’è ancora un pezzo di strada che possiamo percorrere insieme ed è quello verso la consapevolezza.
Nel cuore della mostra è disposto un proiettore che propone una serie di filmati ai visitatori: qui troviamo l’antologia dei cortometraggi ideati e disegnati dal fumettista durante il periodo di lockdown. Le proiezioni, ambientate nell’area urbana romana di Rebibbia, riprendono quella che è stata la quotidianità in piena pandemia: le restrizioni, i vaccini, lo “state a casa”, i supermercati svuotati, la diffidenza delle persone.
È stato interessante osservare i sorrisi dipingersi sui volti degli spettatori: questi filmati, che vi consiglio di guardare se non altro perchè sono ironici ma molto realistici, richiamano un periodo drammatico che però Zerocalcare è riuscito a narrare evocando un umorismo sano e consapevole, facendo ridere i visitatori di fronte a questo ricordo amaro.
Oltre alla sezione dedicata alla consapevolezza post-pandemica, la mostra offre al visitatore molti altri spunti di tipo sociale e politico. Zerocalcare si è da sempre fatto portavoce della denuncia di ingiustizie politiche, di discriminazioni di genere, di reati mafiosi. Dalla sua matita nasce la critica verso un sistema che molte volte non fa il suo dovere, che non tutela chi ne ha più bisogno, che si volta dall’altra parte di fronte ai soprusi.



E così la capacità di Zerocalcare è quella di racchiudere in uno stesso ambiente rappresentazioni che suscitano ilarità e contenuti che invece fanno riflettere parecchio. Dopo il botto è una mostra dal carattere particolare, che unisce molti episodi di attualità presenti e passati: la pandemia, il G8 di Genova, le guerre, le lotte sociali contro l’omofobia e la mafia, insomma un’esposizione che vi consiglio assolutamente di non perdere.
– Beatrice
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