Avete mai sentito parlare del design automobilistico? Oggi ne parliamo con Sabrina Rungaldier, giovane designer e creativa che da alcuni anni lavora in questo settore. Non solo, sono anche altri i progetti a cui si dedica con passione e ardore.

Lasciamo che siano le sue parole a narrarvi la sua esperienza e di tutta la passione che mette nel suo lavoro. Buona lettura 👓

Ciao! Iniziamo da qualcosa di semplice: chi sei e di cosa ti occupi nella vita?

Ciao, sono Sabrina Rungaldier, ho 25 anni e sono una designer. Ho sempre avuto una grande passione per le auto e le moto e nel tempo mi sono specializzata proprio nell’ambito dell’Automotive.

Contemporaneamente mi dedico anche a progetti di altro tipo. Tra questi, nell’ultimo anno ho svolto delle sessioni di disegno in live, in cui il mio lavoro veniva proiettato in divenire su un maxi schermo durante performance musicali. Rimanendo nell’ambito musicale ho avuto il piacere di lavorare anche a diverse copertine.

Nel corso del tempo ho inoltre realizzato quadri, opere in legno, dipinti su parete…

Cosa provi quando ti dedichi all’arte? Come ti fa sentire?

Beh, l’arte o forse lo definirei più un “desiderio di creare”, è qualcosa che sento dentro di me, è una componente fondamentale della mia personalità.

Un tratto caratteriale che mi accompagna fin dai primi anni di vita è sicuramente la costante voglia, quasi necessità, di dare una forma alle mie idee. Amo sperimentare nuove tecniche: ho sempre lavorato il legno, modellato l’argilla, fatto modellini con ogni materiale mi si presentasse davanti; sono abituata fin da bambina ad approcciarmi a software di disegno e progettazione, mettendomi ogni volta alla prova e ampliando così i miei punti di vista a nuove possibilità creative.

Quale obiettivo cerchi di raggiungere con i tuoi progetti? A cosa ti piace dedicarti maggiormente?

In questo momento per me è difficile trovare il tempo per dare libero sfogo alla mia creatività per puro piacere. Praticamente ogni mio progetto attualmente fa parte del mio lavoro e per questo spesso risulta difficile avere la completa libertà di espressione, tante volte è necessario arrivare a compromessi. In tutto questo credo comunque che sia fondamentale cercare di essere sempre coerenti a sé stessi e ai propri principi.

© Sabrina Rungaldier_m(arte)dì Afroditelo

Non mi piace limitarmi unicamente al mio ambito specifico, ma spinta dalla mia curiosità, cerco sempre nuovi spunti in tutto ciò che mi circonda e un esempio potrebbe essere la performance di disegno live a cui ho accennato prima.  Sicuramente quando mi ritrovo a fare cose di questo tipo la “modalità creativa” è molto differente. In questi casi il mio obiettivo è quello di trasmettere emozione e raccontare qualcosa che ha un divenire, una storia, un viaggio in modo che chi guarda possa vivere una propria esperienza personale.

Nel design questo è più limitato, forme e colori possono sicuramente esprimere concetti, ma gli obiettivi cambiano, come anche tutto il processo: tra inizio e fine ci sono tante revisioni, modifiche, migliorie. Negli altri lavori cerco sempre di lasciarmi andare ad un “flusso di coscienza”.

Credo di potermi ritenere fortunata, perché ogni volta che mi ritrovo in un progetto nuovo mi ci appassiono.

C’è un progetto di cui vai particolarmente fiera? Perché?

Questo è un periodo molto positivo per me, ho tanti progetti a cui sto lavorando e altrettanti in via di definizione, collaborazioni importanti. Di questi purtroppo non posso ancora raccontarvi.

Penso che da creativo sia davvero difficile riguardare i vecchi progetti senza trovarci alcun difetto. C’è sempre qualcosa che adesso faresti in modo diverso. Come per tutto il resto si è in continua crescita, cambiamo noi e il mondo che ci circonda.

© Sabrina Rungaldier

Detto questo posso sicuramente ritenermi fiera di diversi traguardi che ho raggiunto, sia per i risultati, ma anche per l’impegno, la costanza che ho saputo metterci e per essere riuscita ad affrontare alcune sfide che per me avevano una grande valenza personale e hanno costituito le tappe del mio percorso di crescita.

Come vedi il rapporto tra giovani e cultura oggi?

Questa domanda è molto tosta perché entrambi i concetti, “giovani” e “cultura” sono molto ampi.

Io vedo tanti ragazzi con una passione ardente, che si interessano e si impegnano al massimo in quello che fanno, ne vedo altrettanti persi, senza una meta. Sinceramente mi è difficile dire se questa sia una manifestazione specifica “del giorno d’oggi”.

Trovo che sarebbe importante far capire ai bambini fin da piccoli che non per forza bisogna eccellere in tutte le strade, che si può essere bravi in storia e fare schifo in matematica, che un conto è l’impegno (e che quello ci va sempre messo), ma che non si è da meno se si ha difficoltà in qualcosa. Invece di dare peso a quello, andrebbero valorizzati i punti di forza. Ci sono tanti ragazzi che sono davvero forti in qualcosa, ma che credono di non potercela fare.

La cultura è fatta di tante espressioni diverse, sarebbe importante permettere a bambini e ragazzi di capirlo e fare in modo che si sentano liberi di esprimersi
anche solo in una di queste.
A quanta più gente puoi arrivare se a muoverti è la passione?

Quale consiglio ti sentiresti di dare a un* giovane artista che, come te, vorrebbe dedicarsi a questo nella vita?

Per mia esperienza ci sono tanti momenti in cui vedi tutto buio, però devi sempre crederci, non spaventarti davanti a una, due, dieci porte chiuse. Se questa è la tua strada, credici fino in fondo e mettici tutto te stesso, approfondisci, non sentirti mai arrivato, perché è un percorso che non finisce mai, c’è sempre qualcosa da scoprire.


Anche questa storia, come quella di Marco, ci ha insegnato che il mondo è pieno di bellezza.

Grazie Sabrina per averci fatto bene al cuore, alla prossima! 😉

– Maria Chiara

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