Novembre: tempo di pensare al Natale, ai millemila regali da fare ma soprattutto, è tempo di bilanci. Eh già, perché se a giugno vi avevo dato un’anticipazione su quelle che sono le mie opinioni su Rita, serie danese targata Netflix, è giunto il momento di chiudere il cerchio. Quaranta episodi e cinque stagioni dopo, posso ancora dire di essere soddisfatta?

Se nella prima parte avevo rivolto non poche lodi alla storia di questa insegnante ribelle ma dal cuore d’oro, dalla quarta stagione in poi qualcosa è cambiato. La magia si interrompe, e la nostra anti-eroina preferita si tramuta in uno dei personaggi più stron… ehm, poco carini di sempre.

Non basta un passato difficile, approfondito anche troppo in una quarta stagione fatta di numerosi salti temporali, a scusare un comportamento immaturo ed egoista. Trasferitasi nella sua città natale, ritrova figure del passato cercando di recuperare – in maniera piuttosto imbarazzata, e imbarazzante  – un rapporto finito male. Immersa nei sensi di colpa, Rita sembra improvvisamente dimenticarsi di chi c’è sempre stato, perdendo di vista anche sé stessa.

Una compilation dei momenti più divertenti della serie. Fonte: Netflix Nordic

La quinta ed ultima stagione non sembra migliorare. Tolti di mezzo vecchi intrallazzi amorosi che a nulla sono serviti in termini di trama, Rita si ricorda improvvisamente del perché ha scelto di fare questo lavoro, aiutata dall’amica Hjordis che, però, subisce un trattamento non molto diverso da quello del capitolo precedente. È quest’ultima a brillare davvero, con la sua determinazione e il suo cuore (purtroppo) infranti, in una serie che ha perso fin troppi colpi da quando Netflix è salito in cabina di comando.

E cosa dire dei figli? Magicamente scomparsi già a partire dalla terza stagione, non viene data alcuna motivazione se non per Jeppe, il più piccolo, che riappare solo nell’ultimo capitolo con una storyline molto più interessante di quella di sua mamma. E dire che la serie si chiama proprio come lei!

L’entusiasmo da binge-watching iniziale è stato, quindi, presto sostituito da un senso di sconfitta nei confronti di una serie (e una protagonista) che non hanno saputo mantenere la stessa irriverenza che le rendevano uniche. Vale comunque la pena guardarla? Dipende: se siete persone rancorose meglio di no, ma se cercate qualcosa da tenere come sottofondo mentre fate le faccende (almeno, le ultime stagioni), perché no?

Voto complessivo: 6.5/10

E voi, avete già visto le prime stagioni? Vi erano piaciute? Fatemelo sapere qui sotto!

Alla prossima, 
– Mariangela 

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